Ma per il rimborso della rata di giugno è caos
Il dirigente scrive ai genitori: «I crediti non sono compensabili attraverso i pagamenti alla nuova ditta»
PESCARA. Le famiglie che hanno pagato le rette delle mense scolastiche del mese di giugno, quando il servizio è stato sospeso, non potranno richiedere la restituzione di quanto versato, né al Comune, né alla ditta attuale. L’avvertimento ai genitori è arrivato con una lettera del dirigente del settore Pubblica istruzione del Comune Fabio Zuccarini, dal titolo «Refezione scolastica, informativa relativa alla rette di giugno 2018».
«Si comunica agli utenti del servizio di refezione scolastica», ha scritto il dirigente, «che i crediti vantati con il precedente concessionario (associazione temporanea d’impresa Cirfood e Bioristoro Italia) non sono in nessun modo recuperabili attraverso i pagamenti dovuti al nuovo concessionario (Serenissima ristorazione) e relativi all’anno scolastico 2018-2019». «Pertanto», ha proseguito Zuccarini, «chiunque vantasse crediti con il precedente concessionario potrà rivolgersi direttamente a quest’ultimo per attivare le richieste di rimborso».
Ma nella lettera non vengono indicati né l’indirizzo del precedente gestore, né le modalità per avviare la richiesta di rimborso. Inoltre, considerato che il vecchio concessionario è in causa con il Comune per ottenere un risarcimento di ben 12 milioni di euro per la risoluzione anticipata del contratto da parte dell’ente e ha richiesto a quest’ultimo per vecchie prestazioni non pagate un rimborso pari a 197mila euro, per cui il tribunale ha emesso un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune, appare ancora più complicato per le famiglie ottenere la restituzione del credito.
A denunciare il caso, era stato un mese fa il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Massimiliano Di Pillo. «Dopo lo scandalo dell’intossicazione alimentare di fine maggio e la chiusura anticipata delle mense scolastiche», aveva denunciato il consigliere, «molti genitori ignari dell’impossibilità che si potesse riprendere il servizio di refezione scolastica, sospeso a giugno, hanno comunque pagato anticipatamente la retta mensile di giugno». «Si tratta di una parte dei quei 3.600 genitori», aveva spiegato, «visto che la scuola primariaha chiuso i battenti intorno all’8-9 giugno, mentre la scuola dell’infanzia ha continuato la sua attività didattica fino alla fine di giugno». Da qui, una stima della somma da restituire. «Considerando che il singolo pasto costa ai genitori 3,65 euro, moltiplicando questa cifra per i 21 giorni di giugno, arriviamo ad un credito vantato da ogni singolo genitore pari a 76 euro». (a.ben.)
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