«Ma per tanti Comuni arriva la beffa dei tagli agli aiuti del Pnrr»

6 Agosto 2023

La decisione del Governo porta al blocco di decine di opere Il presidente D’Alberto annuncia azioni eclatanti dei sindaci

PESCARA. «Giù le mani dal Pnrr dei Comuni, così si rischia il blocco di decine di cantieri. Siamo pronti ad azioni eclatanti», tuona il presidente dell’Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto. La proposta di revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza da parte del Governo di Giorgia Meloni, che coinvolge 144 obiettivi e vede il definanziamento di 15,89 miliardi di euro di cui 13 relativi ai Comuni, preoccupa molto gli enti locali. I 305 sindaci abruzzesi, davanti all’incertezza nell’individuazione di nuove fonti con cui finanziare gli interventi, molti dei quali già avviati, temono il peggio.
Il danno per le città e i paesi d’Abruzzo è ingente. È una situazione che spinge gli amministratori locali ad azioni clamorose di protesta. Ad annunciarlo è il presidente della sezione abruzzese dell’Associazione nazionale dei Comuni.
Tra le misure eliminate, figurano infatti progetti per interventi fondamentali per i Comuni, come quelli sulla rigenerazione urbana, sulla riduzione del rischio idrogeologico, sulle infrastrutture sociali, sugli impianti innovativi, sulla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie e al verde urbano.
«La riscrittura del Pnrr da parte del Governo avrà effetti negativi enormi e senza precedenti per i nostri territori», incalza D’Alberto, «sia per la delicatezza degli interventi finanziati con quei fondi sia perché, come rilevato anche dalla Conferenza delle Regioni, senza un’adeguata copertura al definanziamento si andrà inevitabilmente verso il blocco dei lavori in corso. Quello che desta maggiore sconcerto è il fatto che il Governo, dopo aver riconosciuto appena un mese fa che i Comuni stavano spendendo bene i fondi assegnati, rispettando i tempi, abbia deciso, senza alcun confronto con gli enti locali, di tagliare proprio gli aiuti destinati ai territori».
«Ad oggi», ribadisce il presidente dell’Anci, «non sono state individuate con certezza le fonti alternative di finanziamento. Si tratta di un vero e proprio taglio radicale che, oltre a mettere a rischio la prosecuzione e il completamento dei cantieri, pone tutta una serie di problemi connessi come, per esempio, quelli relativi al personale assunto per il Pnrr. I Comuni abruzzesi, come gli altri del resto d’Italia, hanno speso energie e professionalità importanti per i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, opere che stanno ridisegnando i volti delle città. Ed è proprio il futuro dei territori, in termini di rigenerazione e attrattività, che questa rimodulazione del Pnrr farà saltare».
Da qui la richiesta, forte e decisa, dei sindaci al Governo, di tornare sui propri passi, per confrontarsi con i territori e gli enti locali e modificare la proposta di revisione del Pnrr, salvaguardando il futuro delle realtà locali. «Se è necessaria una rimodulazione», propone l’Anci Abruzzo, «si intervenga sui fondi per i Ministeri, che sono ancora indietro sull’attuazione del Pnrr, e non su quelli per i Comuni, che rappresentano il livello istituzionale che ad oggi è riuscito a intercettare e mettere a terra, più di ogni altro, i finanziamenti per i propri territori oltre che ad interpretare le reali esigenze delle proprie comunità. Già nel 2021 l’allora premier, Mario Draghi, aveva riconosciuto come il successo del Pnrr fosse soprattutto nelle mani dei Comuni. Oggi, al contrario, il Governo Meloni», conclude D’Alberto, «ha scelto di mettere all’angolo gli enti locali, con un’operazione miope e assolutamente non aderente allo stato dell’arte. Noi sindaci siamo pronti a scendere in piazza per difendere i nostri territori. Chiediamo a gran voce che anche la Regione e i parlamentari abruzzesi facciano sentire la propria voce».
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