Ma solo l’Abruzzo resta isolato
Marsilio si sfoga: «È un’ingiustizia». Il no al giallo ci impedisce anche domani di spostarci tra regioni
PESCARA. L’Abruzzo, da domani, rimarrà l’unica regione italiana in zona arancione. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, infatti, non firmerà nuove ordinanze. Altre regioni passeranno in fascia gialla, ma solo perché scade il provvedimento in vigore. Per l’Abruzzo, invece, sulla base dell’ordinanza ministeriale del 13 dicembre, le misure andranno avanti fino al 26 dicembre. Poi scatteranno le regole introdotte per Natale e l’Abruzzo, alla fine, non potrà vedere la zona gialla prima del 7 gennaio. Il governatore Marco Marsilio, che fino all’ultimo ha spinto per il passaggio nell’area di rischio inferiore, si sfoga e si definisce «deluso». Se dal 24 dicembre al 6 gennaio le regole sono uguali in tutta Italia, l’eventuale zona gialla avrebbe significato due cose per l’Abruzzo. Da un lato la riapertura di bar e ristoranti fino alle 18 per quattro giorni, cioè dal 20 al 23 dicembre. Dall’altro, gli abruzzesi avrebbero potuto sfruttare la finestra temporale di 24 ore che avrebbe consentito gli spostamenti tra regioni, permessi nelle aree gialle fino alla mezzanotte di domani. Il problema non è legato ai dati, che sono in miglioramento, ma è esclusivamente di tipo formale e burocratico. L’Abruzzo, stando alle regole previste dal Dpcm, deve passare almeno 14 giorni in zona arancione, ma con dati compatibili con l’area gialla. Il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero, relativo al periodo 7-13 dicembre e presentato ieri, conferma il miglioramento della situazione in Abruzzo, la cui classificazione complessiva di rischio resta comunque «moderata». Si riducono i focolai e migliora l’indice Rt, ovvero il tasso di riproduzione netto della malattia, che scende a 0.80, a fronte di una soglia di allarme pari a uno. Ancora alto, invece, il dato relativo al tasso di occupazione dei posti letto: è pari al 31% per le terapie intensive e al 40% per l’area non critica, a fronte di soglie di allarme rispettivamente del 30 e del 40%. Quei valori, però, alla luce dei dati di ieri, ora sono scesi al 22 e al 37%, come certificato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).
In sostanza l’Abruzzo oggi ha tutte le carte in regola per essere in fascia gialla. «Ci siamo trovati di fronte questa insistenza a non voler fare i conti con la nostra realtà. Siamo tra le cinque migliori regioni d’Italia per l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva. C’era la possibilità di andare a derogare sulla base dei nostri numeri», si sfoga Marsilio, che ha a lungo fatto pressioni e che ieri mattina ha anche inviato, invano, una lettera al ministro Speranza. (l.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

