Ma su corso Vittorio le vendite non decollano

5 Gennaio 2021

Il lamento dei commercianti: «Gli spostamenti pesano sugli incassi, i clienti girano confusamente»

PESCARA. Se la soddisfazione accomuna i commercianti delle centralissime corso Umberto, piazza della Rinascita, via Firenze e via Roma, basta spostarsi lungo corso Vittorio Emanuele per imbattersi in umori completamente differenti. Qui la pausa pranzo è stata rispettata e i negozi hanno deciso di osservare il consueto turno spezzato, a parte qualche sporadica eccezione. È il caso di Tina Di Lorenzo titolare di Talco, negozio di abbigliamento femminile lungo il corso. «Ho deciso di restare aperta anche all'ora di pranzo, ma devo ammettere che qui i saldi sembra non siano iniziati. Si vede un po' più di movimento, ma di certo la situazione non è nemmeno paragonabile agli anni scorsi. Anche se siamo in zona arancione, l'impossibilità di spostarsi dai comuni limitrofi pesa sugli incassi. Pescara punta molto sulla clientela che viene da fuori. Anche la decisione di anticipare i saldi al 4 gennaio avrebbe avuto più senso, se avessimo potuto restare aperti anche oggi e domani. Il risultato invece è che le persone sono tanto confuse perché non sanno effettivamente che cosa possono fare». Ieri, «sono state tante le telefonate che ho ricevuto proprio da chi ci chiedeva se fossimo aperti o no». Sembrano andare con più slancio le cose per l'altro negozio di Tina Di Lorenzo, l'Equipe, a qualche isolato di distanza, lungo il corso, a ridosso dell'incrocio con corso Umberto. Anche secondo Francesco La Ferrara, titolare di Mara Uomo e Mara intimo e donna, sempre su corso Vittorio Emanuele è la confusione ad aver influenzato la partenza dei saldi. «Ci aspettavamo qualcosa in più. I clienti non sanno né cosa possono fare, né dove possono andare. Il negozio da donna è anche di intimo, quindi potremmo restare aperti anche in zona rossa, per la vendita di quel settore, ma per rispetto nei confronti degli altri e anche per maggiore chiarezza con la nostra clientela noi abbiamo deciso di chiudere e di riaprire come tutti il 7 gennaio».
Partenza al di sotto delle aspettative pure per Cherie su via Mazzini. «Ci aspettavamo qualcosa di più», confessa la commessa Dalila Leone. «Durante la pausa pranzo abbiamo lavorato di più, ma speravamo in un'affluenza maggiore. La zona arancione impedisce alla clientela di fuori Pescara di venire e quindi riduce le possibilità. Insieme alla titolare, Sara Aliberti, pensavamo di acquistare merce nuova da mettere in saldo, ma il punto interrogativo dei prossimi giorni ci frena. Abbiamo provato a spingere la vendita sui social, ma le persone hanno voglia di provare i capi, sentire anche al tatto i tessuti. Dal vivo è tutta un'altra cosa». (m.pa.)