Ma un ricorso mina la vecchia graduatoria

19 Agosto 2020

Il concorso, che si è svolto alla fine dell’anno scorso, per l’assunzione di 45 nuovi vigili urbani, rischia di essere nuovamente annullato. C’è un ricorso presentato da alcuni candidati esclusi, su...

Il concorso, che si è svolto alla fine dell’anno scorso, per l’assunzione di 45 nuovi vigili urbani, rischia di essere nuovamente annullato. C’è un ricorso presentato da alcuni candidati esclusi, su cui il Tar si è già pronunciato alcuni mesi fa accogliendo la richiesta dei ricorrenti e annullando le prove di esame e, di conseguenza, la graduatoria con i 45 vincitori. Graduatoria utilizzata ora per assumere 23 dei 30 vigili in servizio per un solo anno. Successivamente, il Consiglio di Stato ha chiesto al tribunale amministrativo di esaminare di nuovo il caso prevedendo il contraddittorio anche dei candidati risultati idonei. La decisione nel merito del Tar è attesa per l’autunno. I giudici del tribunale amministrativo di primo grado, tuttavia, avevano rilevato nelle procedure concorsuali diverse violazioni. In particolare, il Tar aveva evidenziato la violazione dell’anonimato dei candidati, da parte della commissione esaminatrice, in quanto i compiti scritti erano stati contrassegnati, durante la prova, da un codice numerico di quattro cifre riportato sotto ciascun codice a barre apposto dai singoli candidati prima dell’esame e facilmente memorizzabile da ciascun commissario. «In tal modo», avevano fatto presente i giudici, «è come se fosse stato scritto il nome e il cognome del candidato su ciascun compito o, comunque, se si fosse consentito di apporvi un segno di riconoscimento chiaro e univoco, atteso che tale abbinamento poteva essere rilevato e memorizzato direttamente dai commissari passando tra i banchi durante la prova di esame».