Ma uno su 4 perde il reddito di cittadinanza

La stima di D’Ignazio (Inca-Cgil): «In Abruzzo almeno in 8mila resteranno senza alcun sussidio»
L'AQUILA. Un cittadino su quattro, in Italia, perderà dal prossimo anno il reddito di cittadinanza. In Abruzzo sono circa 8mila gli attuali percettori, su quasi 33mila totali, che non avranno più diritto né all'assegno di inclusione, in quanto non rientrano nei parametri, né alla seconda misura, il supporto per la formazione e il lavoro, perché hanno già un reddito superiore a 3mila euro.
In questi casi, il reddito di cittadinanza andava ad integrare quanto percepito. A spiegare il meccanismo è Mirco D'Ignazio, coordinatore regionale Inca- Cgil: «Gli ultimi dati rilevati dall'Inps», afferma D'Ignazio, «indicano in 32.837 il numero di percettori di reddito di cittadinanza in Abruzzo, a marzo scorso. Di questi, 17.400 percepiranno da gennaio 2024 l'assegno di inclusione, in quanto hanno i requisiti per accedere al nuovo sussidio. Restano 15.400 persone che dovrebbero rientrare nel supporto per la formazione e il lavoro, che però viene erogato solo su adesione a corsi di formazione e riqualificazione e per un periodo limitato di tempo».
Non per tutti ci sarà questa possibilità. D'Ignazio, infatti, spiega che «circa 8mila attuali percettori del reddito di cittadinanza non avranno più accesso al sussidio perché già percepiscono somme superiori ai 3mila euro l'anno. Verrà, quindi, meno l'integrazione al reddito, prevista finora».
Sul piano nazionale più di 400mila famiglie, per un totale di 615mila persone, non saranno più coperte dal reddito di cittadinanza. Continueranno a percepirlo solo fino al 31 dicembre prossimo. Significa circa una famiglia su 3 e una persona su 4. Infatti, nel primo trimestre di quest’anno i nuclei beneficiari del reddito sono stati 1,1 milioni per un totale di 2,5 milioni di individui.
Le platee di coloro che perderanno il sussidio di povertà, in quanto cosiddetti occupabili, sono stimate nella relazione tecnica che accompagna il decreto legge del primo maggio scorso che ha cambiato, tra le altre cose, anche il reddito di cittadinanza.
Per stimare la platea dei beneficiari dell'assegno di inclusione la relazione tecnica parte dalle famiglie titolari di reddito e pensione di cittadinanza a dicembre del 2022, cioè 1.168.722 nuclei.
Da questa base estrapola le famiglie con presenza di minori, anziani e disabili e, infine, allarga la platea di nuclei stranieri da circa 125 mila a 200mila, perché la riforma ha ridotto da 10 a 5 anni il requisito della residenza in Italia. Il risultato finale è che, nel 2024, le famiglie che mediamente riceveranno l’assegno di inclusione in Italia saranno 733mila. Un numero che salirà di poco negli anni successivi, fino al massimo di 808mila nel 2033.
Per quanto riguarda infine il supporto per il lavoro i requisiti sono persino più stringenti, non potendo l’Isee superare 6mila euro. La relazione tecnica stima in 436mila i nuclei familiari potenzialmente interessati alla misura, per un totale di 615mila persone sul piano nazionale. Di queste si prevede che 322mila riceveranno il supporto per una spesa di 1,3 miliardi. (m.p.)

