«Ma è ancora in crisi il traffico commerciale»

PESCARA. Da una parte c'è il turismo, le grandi navi, il traffico passeggeri. Dall'altra ci sono gli operatori dello scalo commerciale, preoccupati per i fondali del porto e il pericolo insabbiamento....
PESCARA. Da una parte c'è il turismo, le grandi navi, il traffico passeggeri. Dall'altra ci sono gli operatori dello scalo commerciale, preoccupati per i fondali del porto e il pericolo insabbiamento. «Pochi operatori portuali hanno ripreso a lavorare seppure soltanto parzialmente», dicono affidandosi a una nota, nel giorno dei commenti positivi al traffico Snav, «le altre imprese sono ancora ferme senza la garanzia di alcun ammortizzatore sociale,senza indennizzi che non siano elemosina». Secondo gli operatori del porto, il traffico commerciale non si è ripreso, e questo sarebbe dovuto ai fondali troppo bassi: «Le uniche navi che in questo periodo hanno svolto attività commerciali sono quelle con pescaggi ridotti come il catamarano Croazia Jet o la motonave Galatea, un'unità costruita anche per la navigazione fluviale con fondo piatto per il trasporto idrocarburi che malgrado viaggi non a pieno carico riesce, per adesso, a sostenere la linea Falconara Marittima a Pescara facendo sì che non circolino sulle nostre strade miagoli aia di auto oggi per il trasporto petrolifero su gomma ».
«Ora», aggiungono sempre gli operatori del porto, «abbiamo diritto di sapere le priorità che si intendono portare avanti, invitiamo i nostri amministratori a farsi carico delle nostre istanze senza perdere altro tempo. Vogliamo sapere quali siano i reali obiettivi che si vogliono raggiungere non per i prossimi anni, ma per i prossimi giorni».
Un ragionamento di breve, brevissimo periodo per riprendere a lavorare, dunque. «Ci sarà a breve un dragaggio?», si chiedono ancora gli operatori. «E come deve essere effettuato? L'iter per il Piano regolatore portuale viene monitorato costantemente in modo da riguadagnare tutto il tempo perso? Il compartimento pesca ha ricevuto o si appresta a ricevere un risarcimento cospicuo per il periodo di fermo di un anno. Noi, che siamo fermi e soffriamo da più di tre anni, cosa dovremmo ottenere? Da chi siamo tutelati?».
«Vogliamo essere messi al corrente di tutto quello che avviene», concludono i rappresentanti delle agenzie marittime, «oltre che per un nostro diritto anche perché in pochi giorni di lavoro questa estate abbiamo dato la dimostrazione a tutti che nonostante i mille problemi, che se il porto di Pescara viene messo nelle condizioni di lavorare può dare molte soddisfazioni a tutta la città e all'intera regione».
(pa.to.)
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