Macchinari spariti all’ex Sama, commissione pronta a indagare

Non si trovano più saldatrice, tornio, seghe a disco e trapano a colonna destinati a un museo Giancola: «Vogliamo sapere dove è finito tutto». Ora è conto alla rovescia per la prima seduta
SCAFA. È stata istituita la commissione speciale consiliare per «indagare sulle procedure amministrative a seguito della sparizione dei macchinari storici, una saldatrice, un tornio, le seghe a disco, una limatrice, un trapano a colonna, all’interno dell’area ex Sama». I componenti della commissione sono i consiglieri Maurizio Giancola (ex sindaco) e Manuela Di Fiore per il gruppo di opposizione Scafa verso il futuro e il sindaco Giordano Di Fiore con il vice Gianni Chiacchia e i consiglieri Luca Iezzi e Luigi Di Renzo, per la maggioranza. Al posto dell’ex Sama, nascerà il distretto Asl.
«Il consiglio comunale del 28 luglio scorso ha dato il via libera alla commissione che avevamo richiesto», spiega Giancola, «e che dovrà indagare sull’attività amministrativa eseguita dopo la sparizione degli oggetti che a nostro parere avrebbero dovuto costituire i pezzi pregiati di un museo delle nostre identità artigianali. Invece non si sa dove siano andati a finire, chi li ha prelevati, dove li ha portati e perché. Sarà l’autorità giudiziaria a dare queste risposte, ma intanto la commissione ha il compito di capire se ci sono stati sopralluoghi immediatamente dopo la scomparsa degli attrezzi storici, se erano o sono beni di proprietà del Comune, se gli uffici hanno lavorato bene per arrivare alla verità».
Secondo Giancola, «sindaco e vice hanno promesso il loro impegno per capire cosa è successo e anticipato l’avvio di un’altra commissione, se necessario, per rispondere a tutti i nostri dubbi e quesiti su questa storia».
Nel frattempo, dopo il periodo di ferie che ha ritardato gli adempimenti burocratici, il gruppo di minoranza sostiene di restare «in attesa che il presidente del consiglio comunale, Dino Marangoni, come da regolamento, convochi la prima riunione della commissione» che dovrà cominciare a mettere a punto le strategie per capire cosa sia accaduto realmente. «I macchinari», spiega Giancola, «sono pezzi dell’importante valore storico-culturale, ma anche economico, e sono beni di proprietà del Comune di Scafa, a quanto ci risulti ma sarà la commissione a verificare questa notizia, da utilizzare per realizzare un museo delle nostre identità artigianali. Vogliamo sapere dove sono finiti».
Il gruppo di minoranza, un paio di mesi fa, ha inoltrato denuncia ai carabinieri. Il sindaco Di Fiore, durante un precedente consiglio comunale, aveva fatto sapere di avere «avviato una attività di indagine» tra i dipendenti per meglio comprendere la situazione. E di aver «trovato solo un preventivo per il trasferimento dei macchinari». Ora sarà la commissione a dare ulteriori risposte al caso.

