Madonna dei Colli, folla di fedeli in devozione
Parrocchiani raccolti in preghiera davanti alla statua della Vergine con 7 spade Domani alle 18.30 la processione, lunedì il concerto di Eugenio Bennato
PESCARA. La festa della Madonna dei Sette dolori è un connubio tra storia e leggenda, misticismo e devozione popolare, intervallati da momenti di pura goliardia con musica in strada, luna park e mercatini. La celebrazione più sentita dalla città di Pescara e dai 40mila abitanti dei Colli è cominciata ieri pomeriggio alle 18 in punto con l’esposizione ai fedeli della caratteristica statua in metallo brunito che raffigura la Vergine con sette spade conficcate nel cuore.
Tantissimi, come ogni anno, i parrocchiani raccolti in preghiera ad ascoltare le riflessioni spirituali di padre Vincenzo Di Marcoberadino negli spazi della basilica dei frati cappuccini che sorge imponente in largo Madonna, nella stessa zona dove, così si narra, tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600, sarebbe apparsa su una pietra la scena della deposizione della croce. Molti di più i partecipanti, anche da fuori regione, attesi per la tradizionale processione di domani alle 18,30 che si arrampica lungo le strade dei colli pescaresi. Accantonate per un momento le polemiche per la cancellazione delle sovvenzioni e per la riduzione degli spazi destinati alle bancarelle, la festa della Madonna dei sette dolori resta una tradizione molto sentita.
La basilica dei Colli è la più antica di Pescara: domina dall’alto verso il mare, nel luogo dove un tempo si allargava «una terra selvaggia, con alberi secolari e cespugli, dove i contadini del luogo conducevano le pecore a pastura», così si legge nello scritto «”escara la porta dell’Abruzzo” di Giuseppe Mezzanotte, citato dallo storico Licio Di Biase nell’opuscolo “La Madonna dei Sette dolori tra storia e leggenda”.
La celebrazione del primo battesimo, secondo gli archivi della parrocchia, risale al 26 novembre 1665, ma più antica sarebbe l’origine della devozione mariana, nata sotto il segno soprannaturale delle ripetute apparizioni e sparizioni, poi consolidate con il “miracolo della pioggia”. Tutto comincia in un giorno imprecisato, tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII secolo, con il ritrovamento misterioso dell’immagine della Madonna trafitta da sette spade con Gesù morto sulle sue ginocchia. Secondo la leggenda, a trovarla, disegnata su una pietra in mezzo ai cespugli, nel luogo dove sorge l’attuale santuario, furono alcuni contadini dell’allora città di Castellamare.
Ma tra lo sgomento dei fedeli quell’effigie iniziò ad apparire e sparire: loro la spostavano in una cappella e, il giorno dopo, la ritrovavano nel posto in cui l’avevano scoperta. Dopo vari tentativi, alla fine, si convinsero che la Madonna voleva restare lì, tra i cespugli del Colle, e le costruirono intorno un’altra nicchia con un altare su cui sistemarono l’immagine della Vergine. La parrocchia fu istituita dal vescovo Raffaele Esuberanzio il 26 novembre 1665, giorno del primo battesimo, con il nome di “Santa Maria dei Sette dolori”.
La basilica attuale, invece, è stata consacrata il 30 maggio 1757 dal vescovo di Penne e Atri, Gennaro Fezzelli. Ogni anno, migliaia di fedeli accorrono anche da fuori regione per rendere omaggio alla statua della Madonna, portata in processione dai frati a piedi, per circa un chilometro, la prima domenica di giugno. Durante i giorni della manifestazione, ai Colli, si tengono spettacoli ed esibizioni bandistiche: quest’anno, il culmine della festa sarà lunedì sera con il concerto di Eugenio Bennato.
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