Madri maltrattate, un percorso per trovare una casa e il lavoro

24 Novembre 2021

PESCARA. Trenta donne, vittime di violenza, saranno accompagnate in un percorso di ricerca del lavoro e di una nuova casa. È l’obiettivo del progetto “Autonomia: sostantivo femminile”, un’iniziativa...

PESCARA. Trenta donne, vittime di violenza, saranno accompagnate in un percorso di ricerca del lavoro e di una nuova casa.
È l’obiettivo del progetto “Autonomia: sostantivo femminile”, un’iniziativa promossa dall’associazione Lì aps – Laboratorio e Innovazione di Pescara, in collaborazione con le associazioni Novissi e Ananke e con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e della Regione Abruzzo.
L’iniziativa, della durata di un anno, coinvolgerà donne e madri residenti a Pescara, Chieti, Montesilvano, San Giovanni Teatino, Francavilla al Mare e Spoltore, affiancate nell’ottenimento dell’autonomia lavorativa e abitativa. Nel primo caso, saranno realizzate attività di orientamento e accompagnamento nella ricerca del lavoro. Sul secondo versante, invece, l’obiettivo del progetto è facilitare la ricerca di alloggi, adeguati e sicuri, con un costo accessibile, anche attraverso il supporto di esperti del mercato immobiliare.
Sono previsti, inoltre, sostegni concreti che spazieranno dai servizi per i minori a carico, a un bonus per far fronte a caparre, anticipi e prime mensilità per i contratti di locazione. «Abbiamo scelto il nome autonomia perché, nell’uso comune, questo sostantivo femminile è la facoltà e la capacità del singolo di regolarsi liberamente», spiega Maria Pia Rana di “Lì aps”, «e noi vogliamo offrire alle donne vittime di violenza in uscita dalla fase di urgenza, la possibilità di ricominciare, di prendere nuovamente in mano la propria vita, di riacquistare fiducia in se stesse e cercare di programmare il proprio futuro».
Fondamentale sarà il contributo dell’associazione Ananke, che da anni si occupa di contrastare ogni forma di violenza contro le donne e i minori, chiamata a individuare le beneficiarie del percorso.
«Abbiamo deciso di attivare questa collaborazione», commenta Doriana Gagliardone, «perché riteniamo fondamentale che le donne vittime di violenza che assistiamo con la nostra associazione abbiano la possibilità di poter essere affiancate da altri interlocutori nel loro percorso di autonomia, così da ritrovare fiducia nel mondo esterno». Quanto all’associazione Novissi, onlus partner del progetto che opera per tutelare i diritti dell’infanzia, «daremo il nostro sostegno alle madri del progetto», spiega Veronica Di Paolo, «organizzando attività gratuite rivolte ai loro bambini».