Maestra contestata, carabinieri a scuola

24 Febbraio 2016

I militari chiamati per allontanare un gruppo di mamme dall’ingresso dell’istituto. Le famiglie convocate dagli ispettori

MONTESILVANO. Scuola elementare Fanny Di Blasio: arrivano ispettori scolastici e carabinieri. Dopo la denuncia delle mamme, che contestano i metodi di una maestra, questa mattina, nell'istituto di piazza Diaz, si presenteranno anche gli ispettori dell'ufficio scolastico regionale. Nino Traini, preside del comprensivo Troiano-Delfico (che ieri ha ricevuto la visita del sindaco, Francesco Maragno, e dell'assessore all'Istruzione, Maria Rosaria Parlione, dopo il summit in Comune di due giorni fa, al quale ha partecipato Gianluca Vacca, il deputato pentastellato che ha sollecitato l'arrivo degli ispettori e annunciato un’interrogazione parlamentare), ha convocato per le ore 10 una delegazione di mamme che saranno ascoltate dagli ispettori scolastici sui fatti che riguardano 46 alunni di prima elementare delle sezioni E ed F, al centro delle attenzioni definite «violente» da parte di una insegnante.

Ieri mattina, intanto, intorno alle 9.45, è piombata a scuola anche una pattuglia dei carabinieri di Montesilvano, allertata dalle istituzioni scolastiche, per «liberare» l'ingresso della scuola occupato da tre mamme che si trovavano dentro ai cancelli della Fanny Di Blasio perché in attesa di un'altra insegnante, con la quale dovevano interloquire circa un progetto musicale intrapreso dagli alunni.

Nel frattempo, i 46 allievi che da mesi raccontano di subire vessazioni psicologiche dall'educatrice, ieri, sono tornati in classe dopo tre giorni di assenza, ma non hanno fatto lezione con la maestra.

Le mamme, che hanno avviato questa battaglia con l'obiettivo di «far trasferire la docente ad altro incarico», avevano da poco accompagnato i figli a scuola in altre classi e in orari diversi da quelli tradizionali, proprio per «evitare il contatto» con l’insegnante che ieri è rimasta «sola nelle classi vuote».

Uscite dal portone dell'istituto, le mamme si sono fermate nell'ingresso principale accanto ai cancelli lasciati aperti: «Eravamo in tre, in attesa di un'altra maestra con la quale dovevamo parlare del progetto musica», dice la portavoce del gruppo, «quando abbiamo visto arrivare due militari che ci hanno superate e si sono diretti all'interno della scuola. Hanno chiesto ai bidelli cosa fosse accaduto e questi hanno risposto, dopo averci precedentemente sollecitate ad andare via, che non potevamo rimanere lì. I carabinieri sono venuti verso di noi» prosegue la madre, «hanno ascoltato le nostre motivazioni e compreso che non stavamo facendo niente di male. Da parte nostra , nessuna protesta o atteggiamenti scomposti. Poi i militari sono andati via ma siamo davvero sconcertate da tante maldestre attenzioni da parte delle istituzioni scolastiche che, volendo, potremmo denunciare per procurato allarme, ma ci asteniamo per non esasperare gli animi. La benemerit h a forse cose più importanti da fare che rincorrere tre mamme che parlottano tra loro. Tutto questo è vergognoso» chiudono le mamme «se si pensa che dobbiamo comperare persino la carta igienica e l'acqua per i nostri figli i quali, a scuola, vengono pure maltrattati ».

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