Maggioranza spaccata Il sindaco: pronto al voto

21 Novembre 2019

Luciani: così è difficile governare, senza unità si va alle elezioni a maggio 2020 La spina dell’amministrazione è Alleanza democratica dell’ex assessore Campli

FRANCAVILLA AL MARE. «Sono pronto a staccare la spina all’amministrazione e mandare la città al voto a maggio 2020»: a parlare è il sindaco di Francavilla Antonio Luciani, evidentemente deluso dagli ultimi mesi della vita politica cittadina, in cui, stando alle sue parole, sono venute meno quell’unità d’intenti e quella linea comune che avevano caratterizzato il suo doppio mandato.
«Non sono disposto a vivacchiare in attesa del voto nel 2021», dice Luciani senza mezzi termini, «sono ormai troppi gli episodi che confermano le mie sensazioni. Da qualche mese a questa parte c’è stato un certo scollamento, che rende difficile governare. Ho chiesto ai consiglieri», aggiunge il primo cittadino, «un gesto forte e concreto per farmi capire che sono ancora disposti a seguire il mio indirizzo politico: se questo non dovesse arrivare, allora andremo al voto anticipato».
Il rifermento è agli esponenti del gruppo Alleanza democratica, coordinato dall’ex assessore Davide Campli, al quale Luciani ha ritirato la delega la scorsa settima, proprio in virtù di due linee politiche ormai distanti.
Più di una volta si è arrivati al voto in consiglio con la maggioranza fratturata al suo interno. L’emendamento proposto da Alleanza democratica, per includere nella mozione legata alla cittadinanza onoraria a Liliana Segre anche il discorso delle Foibe, è stato solo l’ultimo esempio. Il sindaco non l’ha accettato, si è alzato e ha abbandonato l’aula del consiglio.
Ma anche il voto sul bilancio di fine agosto, e la questione del traffico su largo Orio Vergani, sono stati tutti tasselli di un puzzle che negli ultimi tempi ha perso pezzi.
Senza il consenso di almeno due consiglieri di Alleanza democratica, la maggioranza non ha i numeri per governare, motivo che spinge il primo cittadino a chiedere chiarezza ai suoi, prima di mettere il punto finale all’esperienza di governo.
Campli per il momento preferisce non commentare, ma a parlare sono i consiglieri del suo gruppo, che nonostante i contatti di questi ultimi giorni, per il momento resistono alle lusinghe del primo cittadino e restano compatti.
«Non ho avuto ancora modo di incontrarmi con Luciani», dichiara Michele Accettalla, «credo che serva un confronto per capire se ci sono gli elementi per poter andare avanti. Siamo sempre stati corretti e leali con il primo cittadino. Lo appoggiamo», rimarca Accettalla, «ma come Alleanza Democratica abbiamo principi e valori a cui non vogliamo rinunciare».
Dello stesso avviso il parere di Valeria Spacca: «Noi quattro siamo sempre stati compatti e lo rimarremo. Il mio appoggio all’amministrazione del sindaco Luciani resta invariato, così come le mie idee», dice la Spacca, «un esempio? Sono sempre stata convinta che largo Vergani debba essere riaperto al traffico e continuerò ad esserlo. Non rimangio la parola».
Antonio Iurescia è il più diretto: «Il sindaco deve ancora spiegare perché ha rimosso Campli dal suo incarico. Parla di linea politica, ma la sua qual è? Anche lui l'ha cambiata», incalza il consigliere comunale, «passando dal Partito democratico alla lista civica. Sono disposto a dargli appoggio, senza rinunciare alle mie idee. Il bilancio? Ho votato contro perché mancava un timbro dei revisori dei conti», precisa Iurescia, «non posso dire di sì a prescindere».
Infine Luca Paolucci prova a smorzare i toni: «Ci confronteremo e sono certo che si troverà una soluzione. Non vogliamo far cadere l'amministrazione».
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