«Mai più alloggi popolari agli abusivi e a chi delinque»

MONTESILVANO. Mai più case assegnate agli occupanti abusivi di alloggi o a coloro che delinquono. Definisce un perimetro di requisiti molto ristretto una proposta di modifica alla legge numero 96,...
MONTESILVANO. Mai più case assegnate agli occupanti abusivi di alloggi o a coloro che delinquono. Definisce un perimetro di requisiti molto ristretto una proposta di modifica alla legge numero 96, del 1996, presentata dal gruppo consiliare #montesilvano2019. Proposta che costituisce una sorta di “allegato” al pacchetto sicurezza annunciato nei giorni scorsi dalla stessa forza comunale di maggioranza.
«La legge 96» spiega il capogruppo, Anthony Aliano, «è inadeguata, direi addirittura antidiluviana, rispetto alle emergenze che propone oggi il tessuto sociale. Abbiamo scritto questa modifica per rispettare le esigenze di chi ha diritto alla casa e, spesso, attende anni senza vederlo rispettato. Insostanza, chiediamo il miglioramento delle norme a sostegno della qualità della vita dei cittadini che abitano le case popolari. Noi siamo per la legalità e per la giustizia sociale».
Lo stop agli abusivi, e a chi delinque, nel poter fruire degli alloggi pubblici, in danno delle famiglie indigenti, è una battaglia che il gruppo di maggioranza vuole portare avanti in considerazione di quello che definisce uno «stato di anarchia e degrado. Lo hanno riscontrato bene» riprende Aliano, «i nostri assessori, Paolo Cilli e Manola Musa, negli alloggi popolari di Montesilvano, per questo abbiamo deciso di concertare col consigliere regionale, Lorenzo Sospiri, che si è premurato di portare la proposta di modifica legge alla discussione al prossimo Consiglio regionale». Secondo questa modifica, sono esclusi dalla assegnazione tutti i richiedenti che abbiano occupato abusivamente gli alloggi pubblici, che abbiano a proprio carico condanne penali per reati, anche tentati, contro la pubblica amministrazione, per spaccio e traffico di stupefacenti, per abuso e violenza sessuale, stolking, per usura e estorsione, per omicidio e lesioni gravi e gravissime dolose. Da escludere anche chi sia sottoposto a misure cautelari penali, chi commetta i reati descritti nelle more della assegnazione e della disponibilità dell'unità o che utilizzino l'immobile assegnato per attività criminose, quantunque colti o meno in flagranza di reato». Il decalogo è pronto, la parola al Consiglio regionale.
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