Maiella e Morrone dipendenti beffati: a rischio anche i Tfr

10 Giugno 2016

L’ente dei servizi sociali travolto dai debiti e verso la chiusura Sospiri accusa: fallimento del Pd, ora la Sclocco si dimetta

ALANNO. Licenziati tra 20 giorni, senza stipendi da 7 mesi e con il rischio di perdere anche i loro Tfr tra 10 e 20 mila euro. Sembrano figli di nessuno i 59 dipendenti dell’azienda speciale Maiella e Morrone e, invece, lavorano per un ente pubblico governato dalla politica. Due giorni fa, il commissario liquidatore dell’azienda speciale Danilo Di Costanzo ha firmato un atto: dal 1° luglio i dipendenti saranno licenziati e, di conseguenza, non ci sarà più assistenza ad anziani, disabili e minori disagiati di 16 comuni della Val Pescara. I troppi debiti di un ente usato per anni come serbatoio elettorale – sotto elezioni ci sono stati periodi anche con 148 dipendenti – stanno per condannare a morte l’azienda dei servizi sociali: un’esposizione di oltre tre milioni di euro verso Equitalia per le tasse ignorate almeno dal 2009. I dipendenti aspettano 7 stipendi arretrati. Di fronte a questa situazione, il liquidatore ha deciso che è finito il tempo di scaricare sui lavoratori una gestione dissennata: «La mancanza di commesse, insieme alle gravi difficoltà economico finanziarie legate alla mancanza di liquidità, fanno sì che l’azienda speciale debba provvedere al licenziamento collettivo dell’intero personale occupato». La determina di Di Costanzo è un altro allarme inviato alla politica che, finora, ha fatto soltanto promesse. Tanto che la profezia sugli striscioni dei dipendenti di un anno fa – «Schiavi di oggi, disoccupati domani. Grazie presidente» – si è quasi avverata. L’unica via di uscita è affidare i servizi sociali a un altro gestore entro 20 giorni ma, finora, la procedura non è neanche partita.

In un silenzio desolante della politica, l’unico a intervenire è il consigliere regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri che chiede un consiglio regionale sul dramma dei lavoratori e sulla paralisi dell’assistenza: «Il presidente Pd Luciano D’Alfonso, dopo due anni di promesse, non può pensare di vedere chiudere l’azienda speciale come se nulla fosse accaduto», dice Sospiri, «non dovrebbero essere licenziati i dipendenti, ma l’assessore regionale Pd Marinella Sclocco che, dopo due anni di inerzia, vede siglare il suo fallimento. Avevamo previsto che sarebbe accaduto: per un anno le abbiamo chiesto di attivare le contromisure disponibili per salvare i posti di lavoro e soprattutto i servizi erogati da quegli operatori, facendo assorbire dalle Asp gli stessi lavoratori o indicendo rapidamente una gara per il riaffidamento degli stessi servizi, con obbligo di riassunzione del personale. Ma le nostre istanze sono state snobbate».

L’azienda speciale è di proprietà della Comunità montana Montagne pescaresi (ex Maiella e Morrone), altro ente in liquidazione: «Tra 20 giorni, la Maiella Morrone cesserà le proprie attività con il licenziamento collettivo del personale, colpa dei troppi debiti che sono il frutto del Pd, visto che il presidente della Comunità montana è stato un certo Mario Mazzocca, oggi componente di spicco dell’amministrazione D’Alfonso». Anche l’assessore regionale Pd Donato Di Matteo ha avuto un incarico all’azienda speciale: è stato direttore tra il 2009 e il 2014.