Maiella e Morrone, nuova protesta

Le dipendenti non pagate si radunano sotto la Regione: vogliamo gli stipendi
ALANNO. Oggi alle 14,30 sotto la sede della Regione, in viale Bovio a Pescara. Sono tornate a darsi appuntamento per protestare le dipendenti dell’azienda speciale Maiella e Morrone: da un anno sono costrette a sopportare ritardi su ritardi nei pagamenti degli stipendi e, quando mancano solo tre giorni a Natale, loro stanno ancora aspettando le mensilità di settembre, ottobre, novembre e la tredicesima.
Non sarà un Natale sereno ma di delusione e rabbia per le 63 dipendenti che assicurano i servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara assistendo anziani, disabili e minorenni: è su di loro che si scarica il peso di una gestione scellerata capace di produrre un buco da 3 milioni di euro.
«Nel pomeriggio, dopo aver eseguito le nostre 6 ore di lavoro, non andremo a fare shopping prenatalizio, ma saremo di nuovo davanti alla Regione per chiedere di fare chiarezza sul nostro presente e sul nostro futuro», così recita il messaggio che le dipendenti si sono scambiate per organizzarsi.Per l’ennesima protesta, che arriva dopo le occupazioni dei Comuni di Manoppello e Abbateggio, le dipendenti puntano anche sull’articolo 36 della Costituzione: «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e, in ogni caso, suffficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa».
Con il 2015 che si avvicina alla conclusione, c’è anche il futuro a preoccupare: la comunità montana Maiella e Morrone, ente proprietario dell’azienda speciale, è già in liquidazione ma ha appena stretto un accordo con Equitalia per rateizzare 1,1 milioni di euro di debiti. L’incertezza è legata a quale sarà il soggetto che assicurerà i servizi sociali nella Val Pescara: finora, non è stato fatto un bando per trovare un sostituto dell’azienda speciale. Si sa solo che per tutto il mese di gennaio, resterà in vita ancora l’azienda speciale.

