Maiella e Morrone verso lo sciopero
SAN VALETINO. Si va verso lo sciopero a oltranza dei servizi sociali nei 16 comuni assistiti dall’azienda speciale Maiella e Morrone. Dopo un anno nero e con gli stipendi ancora fermi a un acconto di...
SAN VALETINO. Si va verso lo sciopero a oltranza dei servizi sociali nei 16 comuni assistiti dall’azienda speciale Maiella e Morrone. Dopo un anno nero e con gli stipendi ancora fermi a un acconto di settembre 2015, i 63 dipendenti stanno pensando di fermarsi. Una decisione di cui si è parlato ieri durante un faccia a faccia nella sala polivalente di San Valentino. Una decisione difficile perché, per i lavoratori, significherebbe rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Ma, adesso, c’è davvero poco da perdere: è emerso che non c’è più voglia di aspettare che le promesse della politica diventino realtà.
All’incontro non ha potuto partecipare il consigliere regionale Leandro Bracco, autore di un esposto sui conti fuori controllo dell’azienda speciale, ma lo stesso Bracco ha parlato ai lavoratori con una telefonata in viva voce: Bracco ha proposto di chiudere la Maiella e Morrone travolta dai debiti per le tasse non pagate a partire dal 2006 e di «creare attraverso l’Unione dei Comuni un’azienda speciale consortile per una nuova gestione, facendo riassorbire il persone della fallimentare società Maiella e Morrone srl. Si propone di chiudere immediatamente la Maiella e Morrone anche perché i dipendenti si trovano in una situazione di “volontariato obbligatorio”, in quanto prestano servizio lavorativo e non vengono pagati».
Bracco ha ricordato anche un passaggio di una relazione dell’ammistratore unico Oscar Pezzi che aveva parlato di «grave stato di crisi della società, tale da non permettere una sua normale operatività». Bracco ha bocciato altre proroghe dopo l’ultima di gennaio e ha proposto di «stilare un bando pubblico sull’esempio dei Comuni di Scafa e Tocco Casauria con in primo luogo la clausola di salvaguardia del personale».
Alla riunione ha partecipato il sindaco di Sant’Eufemia a Maiella, Francesco Crivelli: «La soluzione a tutti i problemi è dettata a gran voce dalla struttura degli equilibri aziendali intesi nella loro accezione economica-aziendale. In termini più semplici», ha detto, «per trovare la soluzione, ciascuno dovrebbe chiedersi se auspica per suo figlio un futuro in una azienda come la Maiella e Morrone. E se la risposta è no, chiedersi le ragioni». Presenti anche i sindaci di Turrivalignani e San Valentino.

