«Maiella Morrone, debiti milionari»

7 Febbraio 2015

Scafa, allarme della Cgil: buco enorme e dipendenti non pagati, intervenga la Regione

SCAFA. I debiti della società Maiella e Morrone hanno «portata milionaria». Lo denuncia la Cgil dopo la presa di posizione dei sindaci di Scafa e Tocco da Casauria, Maurizio Giancola e Luciano Lattanzio, che hanno affidato i servizi sociali a una coop e chiesto la chiusura dell’ente per i troppi sprechi a fronte di 70 dipendenti rimasti senza stipendi da mesi.

«La portata milionaria della situazione debitoria», dice Stefano Di Domizio, segretario provinciale Cgil-fp, «è ben superiore ai crediti vantati e la problematica non può essere risolta con un unico provvedimento ma richiede l’attuazione di un processo articolato. Non è altrettanto chiaro come questi debiti siano stati accumulati». Sul fronte dei debiti, dice la Cgil, «sono emerse due soluzioni possibili: la prima passa attraverso la liquidazione della società e l’affidamento ad altro gestore tramite appalto dei servizi con contestuale riassunzione degli attuali operatori; la seconda comporta un impegno diretto della Regione che risani con risorse proprie i debiti della società. Sembra che la Regione sia orientata su questa seconda possibilità. Dal canto loro, riuniti in assemblea, i dipendenti hanno espresso in maniera chiara un interesse diretto al recupero degli stipendi a prescindere dalla scelta di uno dei due percorsi». La Cgil poi precisa: «La Regione è nella migliore posizione per assumere una decisione e le conseguenti responsabilità in questa delicata questione visto che oltre alla conoscenza istituzionale c’è una conoscenza immediata e diretta in virtù del fatto che l’assessore Donato Di Matteo è stato direttore della società Maiella e Morrone fino a buona parte del 2014». «Ai sindaci di Scafa e Tocco», dice la Cgil, «si chiede come mai non siano state attivate procedure per consentire il riassorbimento del personale già impiegato dalla Maiella e Morrone a seguito della loro fuoriuscita del primo gennaio, nonostante le nostre richieste».