Maiella Morrone scaricata a rischio i servizi sociali

24 Settembre 2016

Manoppello, la giunta chiede di gestire in proprio l’assistenza ad anziani e disabili Ma il consiglio vota no e dal 1° ottobre le attività potrebbero essere interrotte

MANOPPELLO. «Dal 1° ottobre potrebbero essere a rischio i servizi sociali a Manoppello a causa di un pastrocchio combinato dall’amministrazione comunale di Giorgio De Luca». A denunciarlo il gruppo di opposizione l’Alternativa di Barbara Toppi e Antonella Faraone. Dal 2001 e fino allo scorso mese di giugno, i servizi sociali sono stati gestiti, come per altri 16 comuni della Val Pescara, attraverso la società Maiella e Morrone. Dopo l’uscita di scena della Maiella e Morrone, liquidata, il compito è passato a una cooperativa sociale. Sarà così fino al 31 dicembre prossimo. Lo scorso 8 settembre, però, la giunta comunale ha approvato una delibera con la quale manifesta la volontà di riprendere la gestione diretta dei servizi sociali per il solo trimestre ottobre/dicembre 2016 e stabilisce di porre la questione all’attenzione del consiglio comunale. «Nonostante la decisione fosse di competenza esclusiva dell’assise civica», spiegano Toppi e Faraone, «l’amministrazione ha inviato l’atto adottato dalla giunta alla commissaria liquidatrice della Comunità montana, l’ente titolare della Maiella e Morrone, prima che il consiglio si esprimesse in merito, invitandola a prendere atto della decisione, in funzione della gara d’appalto per l’affidamento dei servizi sociali. Assecondando la richiesta», vanno avanti le consigliere, «la commissaria (che non è tenuta a entrare nel merito delle competenze) il 16 settembre scorso ha rettificato il bando di gara, escludendo il Comune di Manoppello da quelli a cui offrire i servizi». L’amministrazione, rilevato l’inghippo, ha provato a riparare convocando d’urgenza un consiglio lo scorso 20 settembre, ma l’assise, all’unanimità dei presenti, ha smentito la giunta, votando la non riassunzione dei servizi sociali. «Questa improvvisa inversione di rotta», proseguono, «è dovuta all’aver preso coscienza che la scellerata idea della giunta avrebbe fatto spendere più soldi al Comune, perché gestendo in proprio i servizi sociali non avrebbe potuto beneficiare dei contributi regionali con cui vengono coperti in parte i costi del servizio. Una scelta maldestra e scellerata, che non ci saremmo aspettati. Ora il rischio che si corre è che dal 1° ottobre il Comune resti senza servizi sociali. Ora siamo nelle mani della commissaria: possiamo solo sperare che, con un gesto di responsabilità, riammetta il nostro Comune e rettifichi il bando, nonostante il breve lasso di tempo a disposizione. Crediamo», concludono le consigliere, «che l’amministrazione debba fare mea culpa, ammettere lìerrore di valutazione e prodigarsi per riparare i danni».

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