Maioliche di Castelli in mostra a Dubai

13 Febbraio 2022

PESCARA. Quattro piatti, una brocca, una alzata, una coppetta, una tazzina, una mattonella e un tondo, in buona parte realizzati dai Grue, vale a dire Francesco, Aurelio Anselmo e Carl’Antonio, ma...

PESCARA. Quattro piatti, una brocca, una alzata, una coppetta, una tazzina, una mattonella e un tondo, in buona parte realizzati dai Grue, vale a dire Francesco, Aurelio Anselmo e Carl’Antonio, ma anche da anonimi castellani. Sono i dieci pezzi, delle 146 antiche maioliche di Castelli d’Abruzzo, che domani lasceranno la Fondazione Museo Paparella Treccia e Margherita Devlet per essere esposte dal 20 al 26 febbraio nell’ambito di “Expo 2020 Dubai”, l’esposizione universale negli Emirati Arabi Uniti. «Sono stati selezionati gli esemplari più antichi, che coprono un arco dalla fine del Cinquecento fino all’Ottocento, attraversando i secoli d’oro della ceramica», dice con orgoglio Augusto Di Luzio, presidente del Cda della Fondazione esprimendo la soddisfazione del consiglio di amministrazione e dell’assemblea dei soci fondatori per la scelta del ministero e della Soprintendenza. Non è un caso che siano state preferite le ceramiche e in particolare quelle conservate a Villa Urania, in viale Regina Margherita. «In questa regione c’è una tradizione antica, è una specificità abruzzese ed è anche la dimostrazione della genialità e della capacità dei nostri avi che si perpetua ancora oggi. I pezzi della collezione di Villa Urania, poi, sono significativi, prestigiosissimi», prosegue Di Luzio ricordando che il valore complessivo è di 4 milioni di euro. «Per noi è motivo di orgoglio perché i visitatori dell’Expo sono milioni e vedranno che a Pescara c’è un museo che possiede questi capolavori». A proposito di capolavori, Di Luzio sta lavorando per la mostra di Giorgio De Chirico di aprile, a Villa Urania. «Sarà un altro modo, oltre a Dubai, per celebrare i 25 anni della Fondazione». (f.bu.)