Malati di ictus, reparto sovraffollato

Nove posti letto e una ventina di pazienti in situazione delicata: turni pesantissimi per infermieri e operatori sanitari
PESCARA. Il reparto specialistico dedicato a chi è colpito da ictus, ossia la stroke unit dell’ospedale civile, è sovraffollato e gli organici sono al tracollo.
Non sono parcheggiati in corridoio i circa venti pazienti affetti da patologie ischemiche, ma in pochi giorni si sono riempite tutte le sei stanze normalmente vuote dell'ex nefrologia ed ex reumatologia ubicate al settimo piano nell'unità di terapia neurovascolare ala Sud, diretta da Gabriele Lombardozzi, reparto di eccellenza a livello regionale e nazionale nel campo delle terapie trombolitiche. Due infermieri e un Operatore socio sanitario (Oss) per turno e 5 medici seguono quasi il doppio dei pazienti previsti: 9 posti letto regolamentari cui si aggiungono altri 10 ingressi (ieri c'è stata una dimissione) provenienti da fuori provincia, soprattutto Lanciano e Vasto e da Medicina Est, altro reparto dell'ospedale di Pescara in affanno in questi giorni di freddo polare insieme a Geriatria e Pronto soccorso, per un totale di una ventina di malati allettati e completamente dipendenti dalle cure degli infermieri e degli Oss, che restano al loro capezzale sempre oltre i tempi consentiti. Personale di corsia che non può contare sull'aiuto dei familiari neppure per imboccare il cibo, perché i parenti non sono preparati all'assistenza di un certo tipo di paziente con patologie ischemiche pesanti in un reparto di urgenza-emergenza.
Otto anni fa erano 256 gli operatori socio sanitari dislocati negli ospedali della Asl – Pescara, Penne e Popoli – e oggi sono circa 188, una riduzione di 68 unità che pesa alla voce “assistenza domestico alberghiera e pulizia”, ovvero i compiti a cui sono preposti i cosiddetti Oss. Lombardozzi, referente della stroke unit (fino ad un anno fa reparto guidato dall'attuale manager Asl Armando Mancini), conferma il «sovraccarico» del settore ospedaliero, ma sottolinea «l'abnegazione del personale, che sta facendo turni estremamente faticosi». E chiarisce: «Malgrado gli affanni e il personale stressato, non abbiamo pazienti in corridoio, nè in stato di sofferenza. Anzi, nel nostro reparto i malati vengono visitati non una, come normalmente accade, ma due volte al giorno, mattino e pomeriggio, per monitorare i pazienti con ischemie acute sottoposti a trombolisi, procedimento atto a regredire la patologia. Nel pomeriggio c'è sempre un medico di turno fino alle 20, 30 e oltre quell'orario siamo sempre tutti reperibili».
Secondo gli esperti nel 2020 l'ischemia sarà la prima causa di morte al mondo. Dell'argomento si discuterà in un congresso nazionale, Lombardozzi è tra i promotori dell'iniziativa, che si svolgerà il 17 e 18 marzo prossimi nell'aula magna del rettorato di Chieti.
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