Malati in preda a pianti e istinti suicidi

3 Marzo 2017

PESCARA. Depressione, ansia, pianti improvvisi, mancanza d'aria, paura di uscire di casa, minacce di suicidio. Così dicono di sentirsi, senza le sedute cadenzate di psicoterapia, gli assistititi in...

PESCARA. Depressione, ansia, pianti improvvisi, mancanza d'aria, paura di uscire di casa, minacce di suicidio. Così dicono di sentirsi, senza le sedute cadenzate di psicoterapia, gli assistititi in cura al Csm del distretto ex Baiocchi. Per molti le ultime prenotazioni al Cup sono state fatte a novembre e dicembre e gli appuntamenti fissati dal cervellone elettronico per marzo, aprile, maggio e giugno. Abituati da anni alle visite settimanali o bisettimanali, non hanno retto all'attesa di due, tre, quattro mesi per tornare nello studio del terapista di fiducia al distretto sulla Nazionale. Una giovane donna dell'area metropolitana combatte con forti attacchi depressivi: «Dopo un mese e mezzo di attesa, il Cup mi aveva fissato appuntamenti dal 15 febbraio fino al 5 aprile, ma ne ho saltato uno e ora devo ricominciare daccapo e prima di maggio non riesco a fare la seduta».

Un'altra donna, trentenne del Pescarese, ha continue crisi di pianto «ma devo andare avanti per la mia famiglia che già soffre molto a causa dei miei malesseri. Da dicembre, non ho fatto una visita perché non posso permettermi di pagare medici privati». Non riesce a uscire di casa un'altra paziente, 70enne, in terapia da oltre dieci anni: «Devo fare le terapie per tutta la vita perché ho tante patologie da tenere sotto controllo e tendo a somatizzare le mie paure. Non avrei dovuto saltare neppure un appuntamento, invece non faccio visite da tre mesi».

I pazienti contestano anche la presenza di una guardia giurata all'interno del presidio sanitario Pescara nord: «È angosciante che ci vengano chiesti i documenti e di spiegare il motivo per cui dobbiamo accedere al centro di salute mentale. Ma la nostra privacy non conta nulla?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA