Malati oncologici, dai fondi alle polemiche

6 Novembre 2024

I rimborsi regionali per i viaggi della speranza arrivano in ritardo. Blasioli (Pd): erogati solo nel 2025

PESCARA. Arrivano, in ritardo, i fondi a sostegno delle famiglie abruzzesi che convivono con una persona malata di tumore.
Quest’anno i rimborsi per spese di viaggio, vitto e alloggio, trattamenti radioterapici, chemioterapici, e ogni altra prestazione terapeutica verranno erogati solo nel 2025. «Abbiamo più volte sollecitato il bando – dice il vicepresidente del consiglio regionale, Antonio Blasioli – pubblicato con notevole ritardo dalla giunta Marsilio».
Molti pazienti abruzzesi sono costretti a curarsi lontano da casa, pagando di tasca propria, oltre alle prestazioni legate ad alcuni trattamenti anche le spese per raggiungere le strutture sanitarie. «I destinatari degli interventi sono i residenti nella Regione Abruzzo - entra nello specifico l’esponente del Partito democratico - componenti di nucleo familiare o costituenti nucleo monopersonale, affetti da patologie oncologiche o da patologie per le quali sono in attesa di trapianto o sono state sottoposte a trapianto e per le quali sia stata riconosciuta la condizione di disabilità». Il limite massimo del contributo riconoscibile per ogni valida istanza non può superare i 2mila euro l’anno. Le domande possono essere presentate esclusivamente tramite piattaforma sullo “sportello” digitale della regione Abruzzo entro 30 giorni dalla pubblicazione dell’avviso. Lo sportello telematico provvede ad attribuire a ciascuna domanda un numero progressivo.
«Ma i ritardi della pubblicazione del bando fa slittare anche l’erogazione del contributo», precisa Blasioli. Il rimborso delle spese è garantito fino alla misura massima del 100 per cento delle spese di viaggio, dal luogo di residenza o domicilio del paziente a quello di cura, se effettuato con comuni mezzi di trasporto pubblico o con autoambulanza. Al 50 per cento se effettuato con mezzi propri. Sono invece rimborsate per 80 per cento le spese di mantenimento, vitto e alloggio, nel luogo di cura. Ovvero il Comune ove è ubicata la struttura sanitaria pubblica o privata accreditata dal Servizio sanitario nazionale o comuni limitrofi, limitatamente al periodo di degenza del paziente o previsto per le prestazioni. C’è anche il rimborso del taxi, che però è previsto solo se utilizzato al di fuori del Comune di residenza. Ma quest’anno le famiglie che effettuano i cosiddetti viaggi della speranza portando i pazienti con tumore ed i loro congiunti a spostarsi per ricevere l’assistenza e il trattamento migliori, dovranno attendere per ricevere i rimborsi.
«I fondi, nonostante le precarie condizioni dei destinatari – conclude il vicepresidente Dem del consiglio regionale - si vedranno solo nel 2025 ma è utile diffonderlo e farlo sapere a chi si trova in queste condizioni». (c.d.s.)