Malmenato dai banditi in casa all’ora di cena

Il dirigente in pensione si sente male e non riesce ad aprire la cassaforte
SAN GIOVANNI TEATINO. Il terrore piomba in casa all’ora di cena, mentre moglie e marito sono in taverna. Sono circa le 20,30 quando, in una villetta di via Vallelunga, a San Giovanni Teatino, lungo la strada che dalla chiesa porta al radar, tre banditi con i volti nascosti dai passamontagna stravolgono la tranquillità dei coniugi irrompendo nel locale con la furia di chi sa che deve fare in fretta.
«La cassaforte, la cassaforte», urlano con un accento dell’Est al padrone di casa che malmenano e strattonano fino a quando Bruno Gandelli, 76 anni, dirigente di una grande azienda tessile della Val Pescara ormai in pensione, li porta davanti alla cassaforte. Attonita e sotto choc la moglie, 68 anni, trattenuta nella cucina della taverna da uno dei tre lasciato di guardia. Sono momenti terribili e concitati , scanditi solo dalle urla e dai colpi che i malviventi rivolgono al padrone di casa. Di fronte a quel delirio, l’ex dirigente fa fatica a mantenere la calma ma comunque ci prova a fare come gli dicono i banditi. «Apri la cassaforte, apri», gli urlano ma lui, come poi ha raccontato ai carabinieri della compagnia di Chieti coordinati dal capitano Federico Fazio, è agitato, si sente male, e nonostante le pressioni, le botte e le urla, non riesce ad aprire la cassaforte.
I banditi si fanno sempre più insofferenti e ansiosi. Il padrone di casa teme, ma non è certo, che uno dei tre sia armato e anche questo sospetto alimenta la paura che gli fa temere per lui ma soprattutto per la moglie trattenuta nell’altra stanza. Intanto il tempo passa, minuti di fronte ai quali nulla può il padrone di casa annichilito dall’agitazione che non gli consente di proseguire, mentre il telefono di casa comincia a squillare. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, i banditi decidono di desistere e di darsi alla fuga, dileguandosi nel buio da dove erano arrivati. Sul posto vengono chiamati immediatamente i carabinieri e il 118: il proprietario di casa si sente male, ha preso anche delle botte alla testa e per precauzione viene trasportato in ambulanza all’ospedale di Chieti dove, dopo tutti gli accertamenti viene dimesso con una prognosi di sette giorni.
Intanto sulla lunga strada in collina costeggiata qua e là da case isolate il silenzio viene squarciato dall’allarme che fa scattare volutamente una delle figlie della vittima, che abita nella casa adiacente, per mandare ancora più lontano, se mai ce ne fosse bisogno, i banditi che hanno assaltato i genitori. «Ho sentito l’allarme», dice il vicino M.B., «ma qui suonano spesso e ho pensatoche fosse scattato da solo come sempre. Ma è suonato per parecchio, poi ho visto anche i carabinieri e ho cpaito che era successo qualcosa. Ormai», commenta, «c’è da aver paura, siamo tutti sotto tiro qua».
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri che fino a ieri non avevano trovato impianti di videosorveglianza con immagini utili alle indagini, i tre banditi sarebbero entrati in casa dalla finestra al piano terra con la solita tecnica del foro praticato sull’infisso, da cui poi con un gancio riescono ad apire la maniglia. Una volta dentro, all’insaputa dei padroni di casa, prima hanno rovistato per la casa e poi, non soddisfatti, sono scesi in taverna dove i coniugi Gandelli si stavano serenamente preparando per la cena. Alla fine per i banditi un magro bottino, un centinaio di euro arraffato da un portafogli trovato per casa e qualche oggetto in oro di scarso valore.
Per le vittime, invece, uno choc e una paura difficili da dimenticare, come hanno raccontato nell’ultimo mese il costruttore sorpreso e malmenato di notte nella sua casa di Spoltore dai banditi e l’avvocato di Pescara che nel tranquillissimo quartiere della Pineta è stato anche lui malmenato e rapinato da una banda di malviventi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

