Malore dell’imputato, slitta la prima udienza

15 Settembre 2023

La tragedia di 3 anni fa arriva in aula, ma il direttore dell’azienda è sotto choc per il nuovo scoppio

VASTO. L’udienza preliminare per la strage del 21 dicembre 2020 della Esplodenti Sabino slitta al 3 ottobre per il legittimo impedimento di uno dei nove indagati, il direttore dello stabilimento Giustiniano Tiberio, che ha accusato un malore dopo la nuova tragedia di mercoledì. Il rinvio è stato disposto ieri dal giudice del tribunale di Vasto Anna Rosa Capuozzo. Oltre a Tiberio – per la morte degli operai Carlo Spinelli, Paolo Pepe e Nicola Colameo – sono imputati Gianluca Salvatore, presidente e legale rappresentante del consiglio d'amministrazione della Esplodenti Sabino, l’amministratore delegato Sabino Salvatore, i consiglieri del cda Massimo, Gabriella e Marco Salvatore, Sebastiano Stivaletta, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, Paolo Iocco, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, e il capo reparto Carlo Piscopo. Sono accusati di omicidio colposo plurimo aggravato, perché commesso con la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, e disastro colposo.
Ieri in aula c’erano tutti tranne Tiberio, i cui legali hanno presentato al giudice un certificato che confermava il trasferimento dell'uomo all'ospedale San Pio di Vasto. Nonostante le cure dei medici, come raccontano persone a lui vicine, il dirigente continua a stare male. Ha subito un crollo psicologico e la famiglia è seriamente preoccupata per lui. Mercoledì, quando è esplosa la granata che ha ucciso altri tre lavoratori, Tiberio era nello stabilimento: davanti al nuovo strazio, il direttore ha avuto un mancamento. Ieri, dunque, non era in condizioni di affrontare l'udienza. In apertura, il giudice ha preso atto anche della sostituzione dell'avvocato Franco Barbetti, il legale che difendeva la società (imputata per responsabilità amministrativa), venuto a mancare qualche giorno fa a Roma: l’incarico è stato assunto dal collega Sergio Della Rocca. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Arnaldo Tascione, Augusto La Morgia, Marco Spagnuolo, Alessandra Cappa, Francesco Tascione e Michele Sonnini, Stefano Vitale e Antonio Gatta; i familiari delle vittime, ieri tutti assenti in aula, sono invece assistiti dagli avvocati Fiorenzo Cieri, Marco e Alessandro Perrucci, Maria Assunta Pomponio e Pompeo Del Re. Non c’è stata la costituzione di parte civile, essendo stato raggiunto un accordo risarcitorio tra l’azienda e i parenti dei morti, alcuni dei quali dipendenti della Sabino. A chiedere il rinvio a giudizio delle nove persone era stato l’allora procuratore capo Giampiero Di Florio, ora a Chieti. Gli imputati sono accusati anche «di aver omesso di provvedere alla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, non indicando le misure di prevenzione e protezione, né attuando il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza».
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