Maltrattamenti, la preside: nessuna omissione o ritardo
Sulla brutta vicenda dell'insegnante di sostegno della scuola media Ignazio Silone di Montesilvano, L.P., finita sotto processo per maltrattamenti a un alunno disabile, interviene la dirigente...
Sulla brutta vicenda dell'insegnante di sostegno della scuola media Ignazio Silone di Montesilvano, L.P., finita sotto processo per maltrattamenti a un alunno disabile, interviene la dirigente scolastica Roberta Martorella. «Ho pienamente chiarito la mia posizione comprovando documentalmente», scrive, «di essermi attivata e con la dovuta sollecitudine, rappresentando all'ufficio scolastico regionale, già pochi giorni dopo l'inizio delle lezioni, le preoccupazioni in merito alle azioni della docente».
Nel procedimento, aspetto peraltro che non era stato riportato nell’articolo sul caso, la dirigente era stata indagata dalla procura per omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale. «Il pubblico ministero», aggiunge la Martorella, «in sede di indagini ha ritenuto, in prima battuta, di valutare la condotta di quanti avessero una funzione di controllo nell'ambito dell'istituto».
La dirigente era stata infatti sentita prima dagli investigatori (così come altri insegnanti e persino i compagni di classe del disabile che arrivarono a scrivere delle lettere personali alla rappresentante di classe per porre termine a quei comportamenti dell'insegnante di sostegno nei confronti dell'amico disabile), poi sottoposta a interrogatorio dal pm, al termine del quale lo stesso magistrato aveva avanzato per lei richiesta di archiviazione, poi confermata dal gip.
Sta di fatto che la denuncia che permise di avviare l’inchiesta venne presentata dalla madre del ragazzo il 10 novembre 2016, dopo che la stessa ebbe un colloquio con la dirigente che le aveva riferito di aver notato un certo nervosismo del ragazzo verso quella insegnante e che per tale ragione aveva deciso di non lasciare più l’insegnante da sola con l’alunno nell'aula di sostegno.
«L'ordinanza di archiviazione del gip », conclude la dirigente scolastica, «testualmente recita “...dalle indagini espletate non emerge alcuna omissione o ritardo nell’obbligo di denuncia..."».
Nel procedimento, aspetto peraltro che non era stato riportato nell’articolo sul caso, la dirigente era stata indagata dalla procura per omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale. «Il pubblico ministero», aggiunge la Martorella, «in sede di indagini ha ritenuto, in prima battuta, di valutare la condotta di quanti avessero una funzione di controllo nell'ambito dell'istituto».
La dirigente era stata infatti sentita prima dagli investigatori (così come altri insegnanti e persino i compagni di classe del disabile che arrivarono a scrivere delle lettere personali alla rappresentante di classe per porre termine a quei comportamenti dell'insegnante di sostegno nei confronti dell'amico disabile), poi sottoposta a interrogatorio dal pm, al termine del quale lo stesso magistrato aveva avanzato per lei richiesta di archiviazione, poi confermata dal gip.
Sta di fatto che la denuncia che permise di avviare l’inchiesta venne presentata dalla madre del ragazzo il 10 novembre 2016, dopo che la stessa ebbe un colloquio con la dirigente che le aveva riferito di aver notato un certo nervosismo del ragazzo verso quella insegnante e che per tale ragione aveva deciso di non lasciare più l’insegnante da sola con l’alunno nell'aula di sostegno.
«L'ordinanza di archiviazione del gip », conclude la dirigente scolastica, «testualmente recita “...dalle indagini espletate non emerge alcuna omissione o ritardo nell’obbligo di denuncia..."».

