Mamma di due bimbi perde lavoro e casa

11 Ottobre 2018

Francesca racconta il suo sfratto: «Nel giro di una settimana, mi è crollato il mondo addosso»

PESCARA. «Nel giro di una settimana mi è crollato il mondo addosso. Ho avuto problemi con il lavoro, non sono stata in grado di pagare l’affitto e da lì il passo verso la lettera del tribunale e l’udienza per lo sfratto è stato immediato. Un incubo che ancora mi tormenta». La storia arriva da Francesca (nome di fantasia), separata, madre di due bambini, che da inizio estate combatte contro un mostro chiamato sfratto, lo stesso che nella nostra regione minaccia migliaia di persone. «Ad aprile sono rimasta senza lavoro e di conseguenza non sono più riuscita a pagare il canone. Dopo un paio di mesi di ritardo, senza ricevere alcuna raccomandata dal proprietario di casa, mi sono vista recapitare la lettera dal tribunale per la fissazione dell’udienza di sfratto a fine luglio».
A questo punto Francesca prova a parlare con il padrone di casa: «Senza ottenere ascolto. Mi ha detto di relazionarmi con il suo avvocato, nient’altro». E con l’ingresso del legale lievitano i costi: «Praticamente, ho da pagare più di spese legali che di affitto e condominio». Nonostante le difficoltà, Francesca a fine giugno riesce a trovare un nuovo lavoro: «Sì, in un call center. Sulla base di questo, per provare a restituire una somma per me difficile da recuperare, provo a chiedere un finanziamento, ma con il mio contratto a tempo determinato banche e finanziarie mi sbattono la porta in faccia». Nel frattempo, la proprietà vuole i soldi e non intende fare un passo indietro: «Fissiamo inizialmente l’udienza per il 3 ottobre, data in cui da accordi io avrei dovuto saldare il mio debito, sia per quanto concerne l’affitto sia per le spese legali. Ma strada facendo mi rendo conto che per me sarebbe stata una missione impossibile, così ci accordiamo per posticipare la data al 17, cioè mercoledì prossimo. Fortunatamente, e questo lo sottolineo, sto avendo l’appoggio di familiari e parenti, gli unici in grado di darmi una mano concreta. Per me questa è una situazione nuova e inaspettata, che mi ha fatto conoscere una piaga della società che miete vittime su vittime, dove chi non ha la mia stessa fortuna viene sfrattato e finisce per strada». Lei il 17 ottobre conoscerà il suo destino, probabilmente benevolo se riuscirà, come crede, a saldare il debito. Ma ha deciso di raccontare la sua storia per tutte le altre persone che annaspano in un vortice di debiti: «È giusto che l’opinione pubblica conosca una realtà spesso ignorata. Io, incrociando le dita, riuscirò a salvarmi, mentre tante altre persone non ce la fanno. Spero che la mia testimonianza, unita al lavoro svolto dalle associazioni, possa servire a cambiare un mondo che non guarda in faccia a nessuno, ma solo agli interessi di carattere economico». (a.d.s.)