Mamma Giovanna: sento che l’ho persa

22 Dicembre 2016

La telefonata al vescovo Spina mentre la città sgomenta resta in attesa di notizie dalla Germania

SULMONA. Le luci e i colori delle luminarie natalizie che rischiarano le strade principali sembrano contrastare con lo stato d’animo di una città che vive momenti di ansia e apprensione. Una vigilia della festa più attesa dell’anno, con la mente rivolta alla tragedia della famiglia Di Lorenzo, le cui speranze di rivedere viva Fabrizia sono praticamente prossime a spegnersi. Lo ha confidato la mamma Giovanna al vescovo di Sulmona, Angelo Spina, in una telefonata dalla Germania in cui confessa il grande dolore che l’affligge. «Sento che mi ha abbandonata, era così contenta, felice di essere lì. È triste che una persona esca dal lavoro e non vi rientri più». Parole che hanno toccato il cuore del presule che in questi giorni ha parlato di «una dura prova per la città», esortando tutti a pregare per Fabrizia e per i suoi familiari. Che il filo della speranza possa spezzarsi da un momento all’altro lo ha confermato anche il cugino di Fabrizia. «Siamo tutti in grande apprensione. In Germania le procedure, in questi casi, funzionano diversamente da qui" afferma Danilo Bianchi, con il viso segnato da giorni di sofferenza e di dolore. Lui era assai legato a Fabrizia e Fabrizia a lui. «In Germania non è consentito ai familiari di vedere la salma per il riconoscimento se non dopo aver effettuato esami ematologici che accertino l’esistenza di legami di parentela». È grande l’angoscia per quanto accaduto anche tra i colleghi d’ufficio del papà di Fabrizia. Gaetano lavora infatti nel settore recapiti delle Poste centrali di Sulmona. «Siamo tutti molto provati da quello che è successo, la nostra è come una famiglia e oltre al lato professionale ci sono il rispetto e la stima che uniscono tutti noi». A parlare è Alessandro Sabatini, direttore del settore recapiti dell’Ufficio di Poste Italiane di Sulmona. «Una tegola ci è caduta addosso e ci ha travolti», aggiunge Sabatini, «siamo adesso aggrappati all’ultimo barlume di speranza perché Fabrizia possa alla fine tornare con noi», conclude il direttore. Ieri insieme ad altri colleghi, appena appresa la notizia, Sabatini è andato a casa di Gaetano Di Lorenzo, dove è stato in sua compagnia fino alla partenza per Roma dove nel pomeriggio ha preso l’aereo diretto a Berlino. Nell’ufficio si vive un clima di grande apprensione, in attesa che la vicenda della ragazza dispersa nell’attentato a Berlino sia definitivamente chiarita. «Oltre al comune impegno professionale con Gaetano siamo uniti da amicizia da tantissimi anni», rivela Ennio Cerasoli, impiegato postale, «siamo compagni con il padre di Fabrizia anche fuori dell’ambiente di lavoro e dividiamo con lui e con la famiglia tanti momenti di serenità e di svago. Tutti speriamo che ogni dubbio sia sciolto nel modo migliore». La città che attende l’esito della vicenda vive nel limbo, tra la speranza di riabbracciare Fabrizia e la paura che tutto possa concludersi nelle lacrime.

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