Mamma uccisa a coltellate

10 Ottobre 2019

Fermato il compagno che si ferisce al petto. La 32enne lascia una figlia di 6 anni

NERETO. Felici davanti all’obiettivo, lui e lei stretti alla loro piccola di 6 anni. Una bella immagine squarciata dalle tante coltellate inferte a Mihaela Roua, romena di 32 anni. La donna è stata trovata senza vita, nella cucina dell’appartamento di viale Europa a Nereto dove viveva con il compagno, Cristian Daravoinea, connazionale di 36 anni, e la loro figlioletta di 6. Erano da poco passate le 17.
Un delitto d’impeto, vista la furia dei tanti fendenti con cui è stata colpita al petto. I sospetti si sono subito concentrati sul compagno che non era rintracciabile, nè dagli amici che prima del ritrovamento del corpo chiedevano notizie della donna, nè poi dai carabinieri. E infine l’autotrasportatone romeno è stato trovato dai carabinieri, alle 21.20, sanguinante sul lungomare di Tortoreto, vicino all’hotel Ambassador. Era in evidente stato di shock e si era tirato una coltellata al torace. Niente di grave, poco più di un graffio, tanto che l’uomo è stato portato in ambulanza per una semplice medicazione al pronto soccorso di Giulianova. Al momento non si sa se l’uomo abbia reso piena confessione o se invece abbia dato ai carabinieri indizi che condurranno altrove le indagini.
Nulla potrà cambiare la terribile immagine della giovane madre senza vita con il torace trafitto più volte con un coltello da cucina. Mihaela Roua è uscita ieri mattina come sempre per andare al lavoro, nella camiceria Max Daniel di Corropoli, dove la figlioletta frequenta anche la prima elementare.
Ha lavorato come sempre fino alle 12.30, quando ha terminato il turno della mattina. Poco prima di uscire dalla fabbrica pare abbia ricevuto una telefonata del compagno che le ha chiesto quando tornava a casa. A raccontare e ricostruire quanto accaduto dopo è la datrice di lavoro e amica Diana Mariani. «Alle 13.30, quando doveva riprendere il lavoro, non è tornata in fabbrica», racconta, «mio fratello Massimo l’ha chiamata al telefonino e non ha risposto. Allora, preoccupato, ha chiamato me che ero a Cesena. Io sono tornata immediatamente e, visto che ancora non rispondeva, sono andata dai carabinieri a presentare denuncia». A questo punto i carabinieri hanno chiamato i vigili del fuoco poco dopo le 17 che hanno sfondato la porta dell’appartamento al quarto piano nel grande stabile alle porte di Nereto. Dietro ai vigili del fuoco e ai carabinieri è entrata l’amica-datrice di lavoro, che si è trovata davanti una scena straziante. La donna era a terra, supina, ormai senza vita, con il torace straziato dai colpi. In camera da letto, il coltello da cucina usato per ucciderla. A vegliare il corpo, il gatto adottato dalla famiglia.
Sul posto sono arrivati i carabinieri del Norm di Alba Adriatica, quelli del comando provinciale, del reparto operativo e della Scientifica. E il sostituto procuratore di turno, Davide Rosati.
Intanto, poco prima, alle 16.30 è scattato un altro allarme, di diverso genere. Nessuno era andato a prendere la bambina alla fermata dello scuolabus al bivio di Corropoli: avrebbe dovuto farlo Mihaela Roua a bordo della sua Fiesta bianca. Ma ormai la mamma della piccola non c’era più. A prendere la bambina sono stati degli amici della coppia: è a casa loro. Nessuno le ha detto che la mamma, a cui era legatissima, è volata in cielo. Intanto i nonni materni sono immediatamente partiti dalla Romania per raggiungere l’Italia.
Erano stati ospiti della coppia quest’estate, nell’appartamento di Nereto comprato all’asta fallimentare lo scorso dicembre. Avere una casa propria per due giovani che stavano insieme da 16 anni, uniti da un forte legame, è stato un sogno che si avverava. Un sogno infranto, sussurrano le amiche della vittima, dalla gelosia di lui, causa di litigi sempre più frequenti, ultimamente. Gelosia immotivata, sottolineano le amiche, perché la giovane madre pensava solo a lavorare e a prendersi cura della bambina. «Era una lavoratrice instancabile», conferma Diana Mariani, «sebbene lavorasse da noi non da tanto tempo si era fatta apprezzare perché non si tirava mai indietro. Per me era diventata come una sorella, aveva un carattere splendido».
Una donna amata da quanti la conoscevano. Le lacrime, il dolore, la disperazione suscitate nella piccola folla radunata ieri sera davanti al portone dalla bara lo testimoniano. Erano più o meno le 21.20 di ieri quando Mihaela ha lasciato per l’ultima volta quella casa che doveva essere il suo nido d’amore per essere trasportata all’obitorio dell’ospedale di Teramo. E proprio in quegli attimi l’uomo con cui ha diviso gli ultimi 16 anni di vita si tirava una coltellata a Tortoreto, dove spesso la famigliola andava al mare.
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