«Mamme, niente mare: troppi rischi per i bimbi»

PESCARA. L'inquinamento del mare toglie la possibilità di godere di un bene prezioso e crea apprensione per la salute, soprattutto dei bambini. L'acqua contaminata da livelli elevati di batteri come...
PESCARA. L'inquinamento del mare toglie la possibilità di godere di un bene prezioso e crea apprensione per la salute, soprattutto dei bambini. L'acqua contaminata da livelli elevati di batteri come escherichia coli, enterococchi e stafilococchi, può far correre seri rischi. Secondo gli esperti, le malattie più diffuse a cui si va incontro se ci si tuffa nel mare inquinato sono gastroenteriti e infezioni cutanee.
Ma vediamo nel dettaglio quali sono i timori più diffusi e i consigli utili, facendoci aiutare da Giuliano Lombardi, primario del reparto di Pediatria dell'ospedale civile di Pescara.
Professore, quali sono le patologie a cui i bambini, ma anche gli adulti, possono andare incontro se si bagnano in acque inquinate?
«Dermatiti, piodermiti legate allo stafilococco, gastroenteriti, infiammazioni dei genitali esterni specie nelle bimbe, sono le principali patologie e non sono da sottovalutare».
Qual è la migliore forma di prevenzione?
«Rispettare i divieti di balneazione, perché significa che in quei tratti di mare la carica batterica è più alta di quella accettata, e quindi pericolosa per la salute».
E nel caso in cui si venisse comunque a contatto con l'acqua contaminata?
«Non ci sono iniziative da prendere, diciamo che in linea di massima se un bambino si bagna i piedi non dovrebbe accadere nulla e non c'è da allarmarsi. Basta sciacquarlo con acqua corrente. E' importante però evitare assolutamente di far loro ingerire l'acqua o di mettersi le mani in bocca dopo averla toccata».
Alcuni rischi sono legati anche alla sabbia?
«Le micosi ad esempio, vengono anche dalla sabbia. I miceti si annidano infatti sul bagnasciuga, ma questo avviene in tutti i mari del mondo».
Oltre ai bambini, quali sono i soggetti più a rischio?
«Tutti coloro che hanno le difese immunitarie più deboli, come le persone anziane o malate, chi soffre di diabete o coloro che hanno alterazioni della barriera cutanea. Ma devono stare più attente anche le donne incinte».
Se il bambino dovesse avere i sintomi di una gastroenterite, che cosa è corretto fare?
«Se si dovessero presentare sintomi come vomito, diarrea e febbre, è bene far visitare il piccolo paziente dal pediatra di famiglia. Nel caso di un disturbo gastrointestinale di lieve entità, basterà somministrare la terapia domiciliare che consiste in liquidi glucosalini per bocca e probiotici. Se si sospetta un'infezione di origine batterica, allora potrà essere necessaria una terapia antibiotica. Se c'è vomito tale da compromettere lo stato clinico del bambino, allora si renderà necessario il ricovero».
E nel caso di dermatiti?
«Anche in questo caso, il consiglio è di evitare il fai da te e rivolgersi al medico che a seconda dello stadio dell'irritazione potrà prescrivere solo la terapia topica o anche quella sistemica».
Siete allertati in caso di urgenze legate all'inquinamento del mare?
«Abbiamo deciso, in accordo con il direttore delle Malattie infettive Giustino Parruti e con il direttore del Servizio igiene e Sanità pubblica Carla Granchelli, di avviare un monitoraggio per sintomi e patologie riferibili all'inquinamento del mare, durante tutta la stagione estiva. I casi di bambini per i quali sospettiamo una patologia correlata all'inquinamento delle acque, verranno subito segnalati. I medici del Pronto soccorso pediatrico sanno bene che devono fare questo. Fortunatamente finora, sia in pediatria sia agli infettivi, non c'è stato alcun arrivo del genere. E' pur vero che la stagione balneare, a causa del cattivo tempo, non è ancora entrata nel vivo. Per questo, rinnovo l'invito a rispettare i divieti di balneazione per se stessi e per i propri figli».
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