Manager Asl, in corsa c’è anche Cordone

Si sfidano in 35 per i posti vacanti di Chieti e L’Aquila. In lista l’ex dg di Pescara ora al vertice in Lombardia
L’AQUILA. Nel 2006 ha lasciato Pescara dove ha svolto il ruolo di manager Asl. E poi si è fatto conoscere a Milano, conquistando fiducia e stima, dopo essere stato peraltro nominato anche dalla giunta della Basilicata alla quale ha però preferito quella lombarda. Ma oggi, Angelo Cordone, abruzzese doc di Pineto, non ha resistito alla tentazione forte di tornare alle radici, partecipando al concorso nazionale per la scelta dei nuovi direttori generali delle Asl di Chieti e L’Aquila. Cordone, contattato telefonicamente dal Centro, lo conferma manifestando orgoglio per la scelta. Il suo nome, visto il curriculum professionale, diventa uno dei super favoriti fra i 35 in corsa. «È vero, la mia domanda c’è», esordisce. «In questo momento sono direttore generale in Lombardia, nell’Azienda sanitaria di Melegnano-Martesana, che conta sei ospedali. Come abruzzese però non potevo non presentare domanda. Sosterrò la prova e cercherò di superarla. Non so quale sarà l’esito della selezione abruzzese perché, come si dice, il futuro è nella mani di Dio». L’esito della selezione infatti dipende da una commissione composta da tre esperti che saranno nominati dal nuovo governatore, Marco Marsilio, entro e non oltre lunedì prossimo. In sessanta giorni, poi, i tre esperti dell’Agenas (Agenzia nazionale sanitaria), dell’Università (in questo caso è stata scelta Teramo per evitare incompatibilità con le Asl di Chieti e L’Aquila) e della Regione, faranno una scrematura dei 35 nomi, sia sulla base dei titoli professionali sia dopo un colloquio sostenuto da ciascun candidato in corsa per i due posti vacanti al vertice delle Asl teatina e aquilana.
Entro il 14 maggio, la lista finale con una rosa dei più accreditati sarà portata sul tavolo di Marsilio che farà la scelta con un criterio che si basa essenzialmente sulla fiducia. «Sono uno strenuo difensore della sanità pubblica italiana e del nostro sistema sanitario che compie 40 anni», prosegue Cordone. «Un sistema che, nonostante le imperfezioni, è l’unico che cura davvero l’uomo indipendentemente dal ceto sociale. È un sistema che va difeso in tutti i modi e dove debbono coesistere la sanità pubblica e quella privata convenzionata e illuminata», commenta il manager prima di salutare per tornare al lavoro nella Asl milanese considera un fiore all’occhiello. (l.c.)

