Manca l’acqua, l’emergenza non finisce

Fino a lunedì ancora chiusure e riduzioni in città e provincia. Brandelli (Aca): programmiamo di settimana in settimana
PESCARA. Continuano le interruzioni dell'erogazione idrica nella provincia di Pescara.
TUTTI I COMUNI. Sono 31 i comuni che subiranno per tutta la settimana ancora chiusure. Secondo le tabelle pubblicate dall'Aca, i disagi proseguiranno ad Alanno, Brittoli, Caramanico Terme, Cappelle sul Tavo, Catignano, Cepagatti, Città Sant'Angelo, Civitaquana, Civitella Casanova, Collecorvino, Cugnoli, Elice, Lettomanoppello, Loreto Aprutino, Manoppello, Montebello di Bertona, Montesilvano, Moscufo, Nocciano, Penne, Pescara, Pescosansonesco, Pianella, Picciano, Pietranico, Roccamorice, Rosciano, Scafa, Spoltore, Tocco da Casauria e Torre dei Passeri.
PESCARA. Per il capoluogo adriatico in questa settimana le aree più colpite dalle chiusure notturne, a giorni alterni, sono Colle Santo Spirito, via San Donato, via Fontanelle, via Caduti per Servizio, via Ventre D'Oca, mentre a San Silvestro per tre volte. A Città Sant'Angelo, Montesilvano e Pescara in alcune zone ci saranno anche delle riduzioni. Nel capoluogo, dalle 23 alle 6 riguarderanno la zona alta dei colli, strada Colle Scorrano e strada Colle di Mezzo con le traverse di entrambe.
AREA VESTINA. Se le chiusure avvengono nella maggior parte dei Comuni tra le 22 e le 6 o tra le 21 e le 6, a Penne, la situazione per la zona del centro è anche peggiore per via di interruzioni che riguardano la fascia oraria tra le 13,30 e le 17,30. E non è ancora chiaro se questa sarà effettivamente l'ultima settimana di interruzioni.
L’ACA. «Avevamo ipotizzato delle chiusure fino al 15 settembre», afferma la presidente dell'Aca, Giovanna Brandelli. «Facciamo la programmazione di settimana in settimana, in base ai monitoraggi del livello delle sorgenti e delle valutazioni del fabbisogno. È stata un’estate durissima, influenzata da tanti fattori, a cominciare dalla siccità particolarmente forte e dal consorzio di bonifica che ha chiuso le acque di scolo, quindi chi aveva i raccolti ha usato l’acqua potabile, depauperando la risorsa per la costa. C’è stata una pressione turistica importantissima e i consumi da Covid hanno fatto lievitare la domanda di acqua del 20 per cento. Il vero motivo della crisi percepita», continua l'ingegnere «è stata la mancanza da parte dei cittadini di autoclavi, che sono richieste da una legge del '96, una norma tecnica per la conservazione delle infrastrutture e quindi per non stressare le reti. Noi ci stiamo organizzando per il rifacimento delle reti», ribadisce la presidente, «con un progetto che punta alle risorse del Pnr, perché sono investimenti enormi che per Pescara si aggirano sui 30 milioni di euro e sui 16 per Chieti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

