Manca l’acqua, la protesta finisce sui social

Nasce un comitato su Facebook per segnalare i disagi. Sabato scorso di nuovo alcune zone a secco
MONTESILVANO. Rubinetti a secco ormai da mesi, soprattutto nel fine settimana e i residenti di Montesilvano hanno deciso di unire le forze per chiedere risposte concrete all’Aca. È stato creato il giorno di Natale, quindi esattamente un mese fa, il «Comitato acqua pubblica area metropolitana Pescara, Montesilvano, Chieti», un gruppo Facebook che finora conta 126 iscritti e che, dopo essere partito da Montesilvano, ha deciso di aprire alle segnalazioni di un territorio più ampio.
Come spiegato dal portavoce dell’iniziativa Emanuele Mancinelli, «vigileremo sulle carenze del servizio e a breve porteremo avanti una petizione per chiedere alla politica una profonda riforma dell’Aca e ai sindaci un cambio di rotta in assemblea dei soci». I disagi dei residenti, nonostante le piogge invernali, infatti proseguono senza sosta. Nel fine settimana appena passato, a rimanere ancora una volta senz’acqua sono state le abitazioni della zona di via Chiarini, via Vestina e via Cavallotti (via dei Dorici), aree critiche per la carenza idrica ormai da mesi.
Ed è proprio da una di queste zone, in particolare da via delle Coccinelle, che arriva la replica dell’amministratore del condominio «Le Rondini» Lorenzo Massacese, alle dichiarazioni dell’assessore Alessandro Pompei che, qualche giorno fa, aveva attribuito la mancanza di acqua a un mal funzionamento dell’impianto interno all’edificio successivamente riparato da un tecnico condominiale. Al contrario, a detta dell’amministratore, il misuratore della pressione installato dai tecnici dell’Aca, su richiesta del condominio, avrebbe messo in luce, nelle ore diurne, una pressione insufficiente anche a servire il primo piano del palazzo di sei livelli. «Pertanto i serbatoi si ricaricavano di notte e si svuotavano di giorno», commenta l’amministratore evidenziando come, soprattutto nel periodo di pandemia, con le famiglie presenti per più tempo in casa, il problema è davvero serio.
In accordo con l’Aca, quindi, è stato stabilito di separare le linee che riforniscono le due scale dello stabile e «tale lavoro è stato compiuto dall’Aca e non dal tecnico del condominio» dal momento che «il problema non poteva essere gestito dal condominio». In riferimento alle parole dell’assessore Pompei, Massacese chiosa: «Auspico per il futuro che un amministratore pubblico, prima di rilasciare simili dichiarazioni tendenti a dirottare altrove responsabilità evidenti non imputabili agli utenti, si informi in maniera più accurata». (a.l.)
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