Manca l’acqua, luglio sarà nero L’Aca: «Dotatevi dell’autoclave»

9 Luglio 2024

Il presidente Brandelli si appella ai cittadini affinché richiedano i contributi regionali per gli impianti C’è tempo fino al 31 agosto per fare domanda. Sono ammessi solo gli edifici realizzati prima del 1990

PESCARA. Più di 800mila euro di fondi regionali per installare impianti di autoclave nelle case costruite prima del 1990. Parte da qui la battaglia per contrastare l'emergenza idrica in Abruzzo, problema con cui ormai i cittadini fanno i conti ogni anno, in particolare ogni estate. L'Ersi, ente regionale per il servizio idrico, mette a disposizione - con un bando appena pubblicato - 859mila euro di contributi a fondo perduto per efficientare le abitazioni: quelle singole, i condomini e le palazzine Ater. C'è tempo fino al prossimo 31 agosto per presentare la domanda. Installare un autoclave significa assicurarsi approvvigionamento idrico e adeguata pressione di distribuzione idrica nel corso delle interruzioni sulla rete causate dalla crisi idrica ormai generalizzata e ripetuta nel tempo. Un aiuto decisivo a fronte di una situazione che non accenna a migliorare, anzi: l’ultimo bollettino dell’Aca prevede le chiusure notturne fino al 12 luglio a pescara e provincia. Nel dettaglio, a Città Sant’Angelo, Penne, Manoppello, Nocciano, Pescosansonesco, Scafa, Tocco da Casauria e Torre de’ Passeri, oltre a Francavilla e San Giovanni Teatino considerando la costa e l’area metropolitana.
COME PARTECIPARE Possono presentare la domanda persone fisiche proprietarie di abitazioni singole ricomprese in edifici non condominiali, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa (per una sola abitazione singola), condomini e Ater, per gli interventi sugli immobili adibiti ad edilizia residenziale pubblica di rispettiva proprietà. L'entità del contributo a fondo perduto che Ersi riconosce ai singoli beneficiari non può essere inferiore a 250 euro e superiore a 1.500 euro per ciascun edificio: 250 euro per edifici costituiti da una singola unità immobiliare fino a tre piani; 500 euro per edifici costituiti da una singola unità immobiliare superiore a tre piani; 1.000 euro per edifici costituiti da massimo 4 unità immobiliari; 1.500 euro per edifici costituiti da oltre 4 unità immobiliari. Le risorse stanziate sono così ripartite: il 20% per l'assegnazione del contributo all'Ater; il 60% ai condomini (seguendo l'ordine di presentazione delle domande); il 20% alle persone fisiche proprietarie di abitazioni singole (sulla base del criterio del reddito piu' basso). Tutte le spese per i lavori dovranno essere dimostrare mediante presentazione di regolari fatture emesse dalla ditta installatrice.
L’appello «L’Aca può erogare acqua fino ad un certo livello, poi deve essere sfruttato l’autoclave», dice la presidente dell’azienda acquedottistica Giovanna Brandelli, «Nonostante le norme prevedano l’installazione degli impianti, lo scorso mese di marzo il bando è andato quasi deserto. Abbiamo chiesto alla Regione di riproporlo. Bisogna rendersi conto che l'acqua può andare solo a pressioni limitate: se diamo molta pressione, le tubazioni si spaccano. Le norme tecniche prevedono di avere gli impianti, soprattutto nella case a più piani, per gli impianti privati. C’è reticenza a installarli, secondo me, per via dei costi di manutenzione, per il bisogno di un'utenza elettrica nuova. Ma tutto questo fa parte della gestione a norma di un impianto idrico. Le norme prevedono di avere l'autoclave. Dobbiamo tutti orientarci ad una gestione sostenibile della risorsa idrica, serve un allineamento d'intenti tra istituzioni e utenti finali. Il bando andato deserto è stato un dispiacere, per questo l'Aca ha chiesto di ripubblicarlo».
Siamo entrati nel mese di luglio, si va dritti verso il periodo clou della stagione calda e dell’emergenza idrica. Che previsioni si fanno all’Aca sulle prossime settimane? «Avremo una stagione simile a quella del 2021, quindi dobbiamo essere attenti da subito a non sprecare acqua», aggiunge Brandelli, «Noi faremo il massimo sforzo, con i sindaci stiamo già attuando misure di sicurezza in vista dell'emergenza, con autobotti pronte nei punti delicati. Se prima una stagione di siccità arrivava ogni quindici anni, ora arriva dopo tre anni: segno che i cambiamenti climatici sono repentini e sono ormai la nuova normalità».