Manca l’acqua per irrigare Protesta degli agricoltori

29 Aprile 2021

Cavaticchi di Spoltore. «Paghiamo le bollette, ma le tubature sono rotte da mesi» Il Consorzio: «Già eseguite cinque riparazioni sulle condotte vecchie di 70 anni»  

SPOLTORE. «Paghiamo le bollette dell’acqua ma non riusciamo a irrigare i campi perché le condutture sono rotte da mesi». Lo denunciano i contadini di via Monte Marmolada, nella frazione di Cavaticchi di Spoltore, alle prese con siccità e flussi idrici che si interrompono a giorni alterni.
Il Consorzio di Bonifica Centro replica: «Abbiamo riparato le tubature di quella zona 5 volte nell’ultimo mese, provvederemo ulteriormente. Ma le reti sono troppe vecchie. Occorrono fondi per rifarle nuove».
Il grido di dolore arriva da un agricoltore di Cavaticchi, che parla «a nome di una quindicina di famiglie della zona che vivono lo stesso disagio». Giuliano Di Giamberardino possiede 6 ettari di terra nella zona di via Monte Marmolada, oltre ad una stalla con 30 pecore.
«Quest’anno ho rimesso le colture nei campi», spiega il piccolo proprietario terriero, «pomodori e ortaggi e ora che si avvicina il caldo non li posso innaffiare perché le condutture per l’irrigazione sono rotte da settembre. In inverno ho risolto con le piogge, ma ora ci serve l’acqua. Altrimenti sono costretto a comprare il foraggio per le pecore. Mi è appena arrivata una bolletta di 900 euro e più volte abbiamo chiamato il Consorzio per far riparare le reti. Ci rispondono sempre veniamo, veniamo, ma siamo ancora senz’acqua».
Situazione simile si era verificata nelle settimane scorse a Scafa dove un gruppo di allevatori aveva manifestato preoccupazione per le carenze idriche.
Alle lamentele degli agricoltori risponde Fabio Cattafesta, capo settore dell’impianto irriguo del Consorzio di Bonifica Centro Saline-Pescara- Alento-Foro (via Gizio, Chieti scalo) che spiega: «La condotta che si rompe in continuazione, ma che abbiamo riparato 5 volte nell’ultimo mese, è di cemento armato. Ha una capienza di 700 millimetri ma l’impianto risale agli anni Cinquanta. Dopo il terremoto del 2009 le guarnizioni delle reti si sono tutte lesionate e ogni tanto qualcuna cede. Purtroppo possiamo solo eseguire le riparazioni perché rimettere le condotte nuove costerebbe milioni di euro. Nel frattempo lavoriamo con gli accorgimenti, ma su Cavaticchi siamo intervenuti di recente».
Dal Consorzio spiegano, altresì, che anche il passaggio dei mezzi agricoli che scavano nel terreno contribuiscono a spaccare le tubazioni. «Purtroppo la politica», polemizza Cattafesta, «punta sempre a fare impianti nuovi, ma arrivano pochi fondi per potenziare le vecchie reti che invece dovrebbero avere la precedenza».
I contadini pagano bollette per 200 euro l’ettaro l’anno, «ma nel prossimo futuro», anticipa il Consorzio, «i consumi si pagheranno a metro cubo».