«Manca la volontà di sistemare gli ambulanti»

Guobadia, della Cgil Immigrazione, risponde alle polemiche sulla presenza di immigrati sulla riviera
PESCARA. «Da quando è stato smantellato il mercatino nell’area di risulta gli ambulanti senegalesi non sanno dove andare. Ma, soprattutto, non riescono a guadagnare abbastanza. Non lavorano, non riescono a mangiare e a pagare l’affitto. E qualcuno è stato costretto a rimandare i figli a casa». Patrick Guobadia, responsabile provinciale e regionale della Cgil Immigrazione, interviene sulla polemica degli ultimi giorni sugli ambulanti che si concentrano sul lungomare per vendere la loro merce.
Chi vive e lavora nella zona non accetta questa presenza e il malcontento è emerso quando una donna se l’è dovuta vedere con due immigrati mentre cercava di “bloccare” un posto auto per il marito che cercava parcheggio. La donna è stata ferita e intimorita e si è rivolta alla polizia.
«È vero, gli ambulanti non possono stare sul lungomare, ma queste persone devono sopravvivere», aggiunge il rappresentante della Cgil che ha un filo diretto con i senegalesi e si trova spesso a fare da filtro tra loro e il Comune. «Noi siamo disposti al dialogo per trovare una soluzione», dice Guobadia ma «in questi due anni non ho visto una risposta definitiva da parte del Comune. Quando mi chiedono di intervenire e di parlare con gli ambulanti mi domando con che faccia mi presento da loro, visto che il Comune non ha ancora fatto quello che doveva. Ricordo che al momento dello sgombero ho cercato di rassicurare tutti dicendo che sarebbe stato realizzato un mercatino. Ma poi si sono fermati». Guobadia continua ad attendere la conclusione dell’iter che riguarda il tunnel della stazione, dove l’amministrazione intende realizzare il mercatino etnico. «Per noi il progetto va portato avanti, anche perché non c’è alternativa. Ma la destra è contraria e anche una parte della sinistra. E non c’è la volontà di sistemare queste persone. Se la maggioranza fosse compatta sarebbe tutto già finito», aggiunge ricordando che si tratta di «un problema storico», mai affrontato prima da nessuno. E la mancata soluzione potrebbe nascondere «un razzismo strisciante da parte della destra e di una porzione della sinistra». Se tutto dovesse rimanere sospeso «tutti i partiti avranno la responsabilità morale e politica».
Guobadia risponde anche ai pescaresi che non vedono di buon occhio gli ambulanti immigrati. «Chi non è mai stato un immigrato non sa quanto sia dura. Chi non ha una famiglia che l’aiuta non sa quanto sia dura. Ci si dovrebbe mettere nei panni di queste persone, prima di parlare». Se poi il pensiero corre a chi commette reati, «allora le forze dell’ordine devono fare il proprio lavoro e far rispettare la legge. Ma non tutti sono delinquenti». Il mercatino smantellato a maggio 2016 «non aveva solo una funzione economica, perché consentiva agli ambulanti di lavorare. Ma anche una funzione sociale. Perché si aiutavano tra loro. Ora sono disgregati, e non c’è più neppure un referente, un responsabile».
Nei prossimi giorni la questione tornerà in consiglio comunale e nel frattempo la polemica non si ferma. Marco Forconi, di Fratelli d’Italia, ha organizzato per oggi una passeggiata sulla riviera per registrare la presenza di ambulanti irregolari, segnalarla alle forze dell’ordine e parlare sia con loro che con gli italiani che intendono acquistare merce contraffatta.
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