Mancano 30 milioni per sistemare le scuole

Ecco tutti gli interventi necessari negli istituti superiori dopo il terremoto Di Marco: «Non abbiamo le risorse, chiediamo l’intervento della Regione»
PESCARA. Servono più di trenta milioni di euro per intervenire nelle 18 scuole superiori pescaresi, che contano complessivamente più di 60 plessi, tutti di proprietà della Provincia.
Ma i fondi in bilancio non ci sono, e i lavori vanno realizzati, per cui la Provincia chiederà aiuto alla Regione e al Governo, passando per il prefetto Francesco Provolo, con la speranza di ottenere queste somme.
Oggi se ne parlerà in consiglio provinciale (dalle 11), in occasione dell’approvazione in aula del bilancio di previsione del 2016: un bilancio che non dispone delle risorse da destinare alle scuole e che, quindi, sarà integrato da un emendamento contenente l'elenco di tutti i lavori previsti dalla Provincia, specie alla luce delle scosse di terremoto che hanno creato problemi anche nel pescarese tra agosto ed ottobre. La copertura dell’emendamento al momento non esiste, in bilancio, e il presidente Antonio Di Marco conta di ricevere i finanziamenti dalla Regione, che «è stata già chiamata in causa in passato per fronteggiare la carenza di fondi e ha stanziato i fondi per l'istituto Alberghiero», dove i lavori da realizzare erano consistenti. Oltre all’emendamento che indica le opere prioritare da eseguire nelle scuole nelle annualità 2017-2018, il consiglio approverà anche una mozione che, di fatto, incarica Di Marco di sollecitare la Regione e la Prefettura affinché si attivino per individuare le somme necessarie a coprire tutti gli interventi.
L’elenco dei lavori, messo a punto dagli uffici della Provincia, nasce da una ricognizione eseguita da marzo dai tecnici dell’ente (divisi in quattro gruppi), che hanno esaminato tutti i fabbricati valutando i limiti di ogni stabile. Dopo le scosse di terremoto, poi, sono stati promossi altri sopralluoghi, per una valutazione dei danni legati al sisma e sono stati avviati degli interventi seguendo la procedura della somma urgenza dopodiché è stata elaborata una stima dei lavori necessari, sia per il miglioramento sismico che completare l’adeguamento alla normativa vigente, in alcuni casi già avviato. Il tutto tenendo conto che la normativa antisismica risale agli anni ’90 e praticamente tutte le scuole (a parte il D’Ascanio) sono state costruite prima. Il risultato del monitoraggio è chiaro: senza pensare ad opere impossibili e irrealizzabili servono più di 30 milioni, da spalmare in due annualità.
Due giorni fa Di Marco ha affrontato la questione in un incontro con i dirigenti scolastici delle superiori e ha chiesto a tutti di «segnalare solo le esigenze più urgenti e non rinviabili perché non c'è la possibilità di accogliere le richieste finalizzate al semplice abbellimento delle strutture. Da parte mia e del Consiglio», dice sempre Di Marco, «c'è la consapevolezza di non avere risorse a sufficienza per intervenire come ci viene chiesto dal sistema scuola e dalle famiglie dei ragazzi ed è per questo che, dopo il passaggio di oggi, presenterò un’istanza al presidente della Regione. L’appello sarà portato anche a conoscenza dell'Unione delle Province d'Abruzzo perché facciano altrettanto gli altri presidenti di Provincia. La Regione è per noi una spalla, senza non possiamo muoverci».
I problemi di bilancio non sono nuovi, a Palazzo dei marmi, per i tagli che si sono susseguiti nei trasferimenti statali e che non sono finiti, tant'è che si parla di un’ulteriore riduzione di 18 milioni di euro. E se nei primi due anni l'amministrazione guidata da Di Marco ha potuto fare «un buon lavoro» anche grazie alla programmazione del passato sulle scuole, ora «ci chiedono altri interventi, anche alla luce del terremoto, per cui sono indispensabili ulteriori fondi. E non ci sono».
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