Mancano all’appello 600mila elettori

L’affluenza regionale è del 52 per cento. La Lega primo partito, e Bellachioma esulta. Al Pd non riesce il sorpasso del M5S
PESCARA . All'appello mancano più di 600mila elettori considerando l'affluenza del 52 per cento, che è di dodici punti più bassa rispetto a cinque anni fa. Il primo partito, in Abruzzo, è la Lega, ma al Pd non riesce il sorpasso del M5S, mentre Forza Italia perde punti (in favore del Carroccio) in una regione dove era tradizionalmente radicata. Questo è il quadro delle elezioni europee in Abruzzo, secondo i dati reali di oltre 200 sezioni su 1.600.
LA LEGA FA IL PIENO. Il boom della Lega era stato ampiamente previsto, dopo il risultato delle regionali del 10 febbraio scorso. Ma il segretario politico abruzzese, Giuseppe Bellachioma, attendeva comunque una conferma. È da poco passata l’una e 10 di notte quando Bellachioma dichiara al Centro: «Lo scrutinio ci vede come primo partito. Con tutta la cautela possibile, posso dire che la conferma sta arrivando». Del resto il risultato della Lega di Salvini in Abruzzo assume proporzioni ciclopiche se si considera il miserrimo 1,5 per cento delle precedenti europee del 2014.
PIÙ 120MILA VOTI. I punti di differenza, in cinque anni, sono nell'ordine del 20 per cento, che corrisponde a oltre 120mila elettori in più. Se poi i numeri ufficiali confermeranno oggi che in Abruzzo il sorpasso del Pd sui 5 Stelle non c’è stato, si apre uno scenario che non fa tornare indietro di cinque anni le lancette dell'orologio della politica quando il Partito democratico era avanti di tre punti (32 per cento contro il 29) sul M5S. Il quadro attuale, invece, vede gli alleati di governo con la maggioranza anche in Abruzzo dove Lega e 5 Stelle sono rivali. E se infine sarà confermato il dato molto vicino al 10% di Forza Italia, che cinque anni fa in Abruzzo sfiorava il 19%, si può parlare di fagocitosi, anche nella nostra regione, di Salvini su Berlusconi, ovvero di Bellachioma su Nazario Pagano.
Ma entriamo nel dettaglio.
ALLE URNE. L’affluenza in Abruzzo alle urne è decisamente crollata. Ha votato, praticamente, un elettore su due. Alle 23 di ieri sera, orario di chiusura dei seggi, in regione aveva votato circa il 52% degli aventi diritto, vale a dire quasi 12 punti in meno rispetto al 2014, quando, come si diceva prima, alle urne per eleggere il Parlamento europeo erano andati il 64% degli elettori.
EFFETTO SINDACI. Situazione diversa dei comuni, dove a fare da traino c’è stato l’effetto “amministrative”. E non è un caso se proprio nei 99 comuni abruzzesi chiamati a scegliere i propri rappresentanti locali, oltre agli europarlamentari, la percentuale di elettori che ha sfidato la pioggia e il vento di ieri è stata decisamente più alta. E ogni regola vuole la sua bella eccezione. A Rocca Santa Maria, in provincia di Teramo, ha votato il 77,51% degli aventi diritto, e a Molina Aterno (in provincia dell’Aquila), dove non si svolgevano elezioni amministrative, alle urne sono andati il 73,48% degli elettori.
LIGI AL DOVERE. Il comune abruzzese con l’affluenza più alta è stato Montefino, in provincia di Teramo, dove è andato a votare l’81% degli elettori iscritti alle liste. Quelli dove i cittadini hanno preferito rimanere a casa sono Sant’Eufemia a Maiella (in provincia di Pescara) e Rio del Sangro, dove ha votato il 17§%.
I GRANDI. A Pescara e Montesilvano, due dei tre comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti dove si votava anche per l’elezione del sindaco, alle urne sono andati rispettivamente il 65,8% e il 64,32% degli elettori, con un calo di circa sei punti per entrambi rispetto alle precedenti consultazioni.
I PICCOLI. Sempre in provincia di Pescara percentuali altissime di votanti, molto superiori alla media, si sono registrate a Rosciano (78%), Moscufo (75%), Lettomanoppello (72,40%) Farindola (70,95%), Bolognano (70,67%), Città Sant’Angelo (70,39%), dove si votava anche per il rinnovo dell’amministrazione comunale; Civitaquana (68,52%),Catignano (67,51%), Cappelle sul Tavo (66,67%), Caramanico (60,33%). La percentuale più bassa di elettori in provincia di Pescara spetta a Sant’Eufemia a Maiella, dove alle urne è andato solo il 17% degli avanti diritto. Di poco più su Roccamorice, con il 27% di votanti. In provincia di Chieti in testa c’è Fresagrandinaria (76%), seguita da Treglio (75%), Mozzagrogna e Palombaro (74%), Villafonsina e Altino (71%), Santa Maria Imbaro (68%), Miglianico (67,55%), Bomba (64,87%), Fossacesia (64,31%), Bucchianico (64,35%). Il record dell’affluenza più bassa, nel Teatino, va a Roio del Sangro, con il 17,47% di votanti. In provincia di Teramo il primato positivo spetta a Montefino, dove l’81,75% degli elettori si è recato alle urne. Seguono Torano (80,64%), Castiglione Messer Raimondo (79%), Sant’Egidio alla Vibrata e Fano Adriano (76%), Colledara e Canzano (74%), Torricella Sicura (72%), Penna Sant’Andrea (71%), Morro d’Oro (70%), Tossicia (69%), Cellino Attanasio e Cermignano (68%), Sant’Omero e Rocca Santa Maria (66%). Percentuali più modeste in provincia dell’Aquila, con l’eccezione di Capistrello, dove si sono recati alle urne il 77,85%, complice anche il rinnovo del Consiglio comunale.
L’ECCEZIONE. Sempre nell’Aquilano, a Castel Del Monte, il Pd ha vinto riportando il 37,2% delle preferenze. Segue la Lega al 21,83.

