Mancano gli arredi, il reparto non apre

PESCARA. Il reparto c’è, i macchinari all’avanguardia sono stati già acquistati, i medici sono stati formati al Gaslini di Genova, ma il reparto di terapia pediatrica sub-intensiva dell’ospedale di...
PESCARA. Il reparto c’è, i macchinari all’avanguardia sono stati già acquistati, i medici sono stati formati al Gaslini di Genova, ma il reparto di terapia pediatrica sub-intensiva dell’ospedale di Pescara è ancora chiuso. All’appello mancano solo gli arredi: letti, tavoli, sedie, scrivanie, computer, e il collegamento informatico che consente agli infermieri di controllare in remoto i piccoli pazienti. Per questo il reparto resta chiuso. A segnalare il caso è Andrea Sciarretta, papà della piccola Noemi, la bimba affetta da affetta da atrofia muscolare spinale (Sma1) , che quest’anno compie 5 anni. «Dal 2014», spiega Andrea, «abbiamo iniziato questo percorso con l’associazione “Progetto Noemi” consapevoli che in Abruzzo non esiste un reparto per fronteggiare le emergenze che riguardano i bambini con malattie rare e gravi. Dal 2014, con la Regione, abbiamo intrapreso questo percorso anche con l’istituzione di un tavolo tecnico tecnico del quale fanno parte, tra gli altri, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e l’assessore alla sanità, Silvio Paolucci». L’idea è stata recepita positivamente, tanto che nel piano sanitario regionale sono stati anche creati due posti letto per il reparto. «Nell’aprile 2016», prosegue Andrea Sciarretta, «sono partiti i lavori per ricavare, nell’ambito della ristrutturazione del reparto di pediatria, uno spazio di una sessantina metri quadrati, con servizi sanitari per le famiglie e una zona filtro per accedere nelle stanze di degenza. I lavori sono andati avanti tranquillamente, abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare per la legge. Credo che siamo agli sgoccioli, visto che la Asl ha comprato già i macchinari, individuati con il primario pediatria Giuliano Lombardi, e con i medici dell’associazione, tra i quali Marcello Villanova, il massimo esperto di Sma. Sono i macchinari migliori sul mercato, e sono già a Pescara». Per il reparto sono arrivati un pediatra e 4 infermieri. «Bisogna attivarsi», conclude Andrea, «per essere più veloci possibile e risolvere questi problemi. In Abruzzo non esiste un centro di riferimento regionale che possa fornire questo tipo di assistenza, e in caso di emergenza i più vicini sono a Roma o ad Ancona. Ma non sempre, in caso di emergenza, si fa in tempo ad andare fuori regione». (a.bag.)

