Mancano le dosi dei vaccini, è polemica

16 Luglio 2021

Seccia attacca la Asl: «Non tolleriamo interruzioni». La replica dell’azienda: «Risolveremo i problemi» 

PESCARA. Dosi al rallentatore tra martedì e mercoledì a causa dei ritardi nella consegna dei vaccini, soprattutto Pfizer. Ed è polemica. La Asl rassicura: «Era necessario avvertire la cittadinanza su un eventuale rallentamento dell’arrivo delle dosi vaccinali altrimenti ci saremmo ritrovati gente inferocita agli appuntamenti per i richiami. Faremo tutto il possibile per evitare disagi all’utenza utilizzando le scorte delle dosi Moderna e AstraZeneca». Ma dal Comune, l’assessore alla Protezione civile, Eugenio Seccia, non vuole sentire ragioni: «Abbiamo investito personale e risorse sul centro vaccinale, non tolleriamo riduzioni: le vaccinazioni devono procedere spedite». L’azienda sanitaria spiega che le vaccinazioni a rilento non sono frutto di disorganizzazione della Asl ma conseguenza delle carenze di forniture, dipendenti dalla distribuzione nazionale. Ancora, Seccia: «Abbiamo investito 160 mila di costi gestionali dell’hub Palafiere e 15mila euro di contributi per le associazioni della Protezione civile. Il Comune sta svolgendo una importante azione di coordinamento logistico e strutturale per i cittadini, no ai ritardi». L’azienda sanitaria risponde con i numeri: ieri sono stati preparati 3.700 vaccini che oggi diventeranno 4.000, sabato saranno 3.500, domenica 2.000 e lunedì 2.700 le dosi da distribuire nelle cinque sedi di Pescara e provincia. Il coordinatore della campagna vaccinale, Rossano Di Luzio, ringrazia il personale della questura che ha operato nella sede vaccinale Polgai, chiusa di recente con 2mila vaccini somministrati in 4 mesi alle forze di polizia e i cittadini. I ringraziamenti per «lo straordinario lavoro svolto» va al questore Luigi Liguori, ai medici principali della polizia di Stato, Sara Cortese e Mara Pugliese, all’ispettore tecnico Dario Robusto, al vice ispettore tecnico Daniele Rado e al sovrintendente capo tecnico, Giovanni Calcagni. (c.co.)