Mancano medici e pediatri Appello dei sindaci alla Asl
SCAFA. I sindaci di Scafa e Caramanico tornano ad appellarsi alla Regione e alla Asl, per tentare di risolvere i problemi della carenza di medici e pediatri. Nei giorni scorsi hanno incontrato prima...
SCAFA. I sindaci di Scafa e Caramanico tornano ad appellarsi alla Regione e alla Asl, per tentare di risolvere i problemi della carenza di medici e pediatri. Nei giorni scorsi hanno incontrato prima i rappresentanti della Regione, con l’assessore alla Salute Nicoletta Verì (c’era anche Maurizio di Pietrantonio, per il comune di Sant’Eufemia) e poi quelli della Asl di Pescara, a partire dal direttore generale Vincenzo Ciamponi, per segnalare le difficoltà della popolazione che nel distretto di Scafa non ha pediatri a sufficienza (ce ne sono solo due, e uno ha raggiunto il numero massimo di bambini) mentre nella zona più alta i residenti devono fare i conti con la carenza di medici di famiglia: ce n’è uno solo. Si chiedono soluzioni rapide, perché l’inverno è alle porte e la prospettiva di dover percorrere chilometri prima di raggiungere un medico non è esaltante. «È possibile una deroga alla normativa, per quanto riguarda la designazione di un terzo pediatra, come è già accaduto in altre regioni, e abbiamo informato la Asl. Il manager ha annunciato che valuterà questa possibilità e avremo una risposta nei prossimi giorni», dice il sindaco di Scafa Giordano Di Fiore che nei giorni scorsi ha raccolto le lamentele delle famiglie, che si ripetono da tempo. «Per ora la palla sta passando da un palazzo all’altro. Attendiamo e poi valuteremo il da farsi». «Da quando uno dei due medici è andato in pensione circa 800 persone sono rimaste senza e non c’è nessuno che accetti l’incarico a Sant’Eufemia», spiega il sindaco Luigi De Amicis. «Fino ad ora la situazione è stata tamponata grazie alla disponibilità dell’Uccp di Scafa, il cui referente è Silvio Basile. I medici vengono a rotazione da noi ma non c’è una presenza costante e non c’è un atto formale. E poi va risolto il problema della mancanza di sedi per la guardia medica». (f.bu.)

