Mancini contrattacca «Bocciato dalla giunta non certo dai fatti»

Intervista al manager della Asl dopo le anticipazioni del Centro «Azienda risanata e opere in cantiere, sbagliato fermarmi ora»
PESCARA. Lo scontro politico sull’amministrazione della sanità regionale si concentra sulla Asl di Pescara, dopo che gli uffici regionali hanno dato l’insufficienza agli obiettivi raggiunti dal manager Armando Mancini. Alla seconda verifica dal suo mandato, iniziato nel 2016, il direttore generale della Asl di Pescara si è visto bocciare il lavoro degli ultimi 18 mesi con un punteggio inferiore a 110, mentre gli uffici della Asl pescarese avevano valutato con 145 punti il lavoro complessivo sui venti obiettivi previsti dal decreto legislativo. Decreto che fissa a 120 il punteggio minimo per una eventuale riconferma del manager incaricato.
Mancini, il cui contratto stipulato con l’allora governatore Luciano D’Alfonso scade nel 2021, appare tranquillo quando lo andiamo a trovare nel suo ufficio di via Paolini. «Ho risanato un’azienda che nel 2015 presentava una perdita di 30 milioni di euro e che ha chiuso il bilancio consuntivo 2018 in pareggio, e a maggio scorso un’inchiesta del Sole 24 Ore ha messo la Asl di Pescara al secondo posto in Italia, dietro la Asl di Bolzano, per indice di efficienza: perchè non dovrei stare tranquillo?», dice al cronista dopo aver letto sul Centro dell’avvio dell’iter che porterà la giunta Marsilio a deliberare la sua decadenza.
Dottor Mancini, dalle anticipazioni pubblicate ieri dal nostro giornale, la struttura regionale ha tagliato alle valutazioni fatte dai suoi uffici più di 35 punti, decretando di fatto una bocciatura al suo operato e dando il via libera alla sua decadenza. Cosa accadrà adesso?
«Gli uffici della Asl avevano presentato alla Regione i dati sugli obiettivi da raggiungere, dati che superavano le soglie minime richieste dalla legge. La valutazione tecnica sugli obiettivi di Salute e assistenza, ad esempio, era di 75,9 punti, mentre la valutazione complessiva di 145 punti. La Regione ha ricalcolato un risultato diverso e sfavorevole al mio lavoro: a questo punto la legge prevede un contradditorio per verificare dove siano le differenze e perchè. Tutti i singoli atti andranno valutati. All’esito di questo confronto la Regione trarrà le conclusioni».
E se anche dopo il contraddittorio la giunta Marsilio dovesse revocarle l’incarico contestandole di non aver raggiunto gli obiettivi prefissati dal decreto legge, lei cosa farà?
«Esaminerò punto per punto le valutazioni e poi deciderò se adire le vie legali. Io credo di aver lavorato bene in questi tre anni e mezzo, lo dimostrano i fatti. Ma non sono nato ieri: so bene cosa significhi non essere graditi a chi comanda. Il problema è che interrompere un’amministrazione nel corso del suo mandato determina sempre ripercussioni negative sull’azienda. C’è un periodo, non si sa mai quanto lungo, in cui si governa solo l’ordinario, non si riesce a progettare neanche a breve termine. E questo, per qualsiasi azienda, rappresenta un danno».
E quali potrebbero essere le ripercussioni, i danni per la Asl pescarese nel caso di una sua rimozione anticipata?
«La mia grossa preoccupazione è il nuovo pronto soccorso, un progetto che era stato approvato più di dieci anni fa e che ho rispolverato. I lavori sono finalmente ripresi e finiranno entro l’estate. Poi c’è il distretto sanitario di base di Pescara Sud, che Porta nuova non ha mai avuto. I lavori sono ripresi il 17 giugno dopo che erano stati fermi per venti anni. L’edificio si trova dietro al carcere di San Donato. I pescaresi che vivono al di là del fiume tra un anno avranno finalmente il loro distretto sanitario. C’è il progetto di raddoppio dell’hospice, e nei prossimi giorni verrà adottata la delibera che regolamenta il parto-analgesia e l’attuazione delle sale operatorie al quarto piano, annessa all’Ostetricia. L’ospedale di Pescara è il posto nel quale nascono più bambini in Abruzzo. Per non parlare poi del mantenimento e del rilancio di reparti vitali negli ospedali di Penne e di Popoli: nonostante i limiti imposti dal decreto ministeriale 70, siamo riusciti a mantenere le eccellenze che contraddistinguono questi due ospedali. Determinanti saranno le assunzioni di personale di tutti i tipi: medici, infermieri, operatori socio sanitari. Chi verrà dopo di me sarà sicuramente bravo, ma avrà bisogno di tempo per vedere e capire tutte le carte. D’altra parte troverà un grande lavoro avviato, grazie anche all’abnegazione di tutti i dipendenti e al grosso apporto offerto dal mondo del volontariato, generoso e insostituibile. E, soprattutto», conclude Mancini «non troverà sorprese nel bilancio».
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