Mancini lascia la Caripe
Il direttore generale passa alla holding del gruppo
PESCARA. Dario Mancini lascia Banca Caripe. Dopo 3 anni e mezzo di navigazione nelle agitate acque pescaresi, il direttore generale va a Verona, nella holding del gruppo Banco Popolare. Non si sa quale incarico ricoprirà, ma è certo che sarà di rilievo. Non si conosce neppure il nome del suo sostituto. Nell’ambiente, viene dato per scontato che uscirà da un’altra banca del gruppo e non dall’interno dell’istituto di corso Vittorio Emanuele II.
I movimenti verranno concretizzati in tempi brevissimi e resi noti alla prima occasione utile. Mancini, 51 anni, ravennate, è arrivato a Pescara in un momento particolarmente difficile per la vita dell’istituto. C’erano grandi problemi locali, legati alle vicissitudini personali del precedente direttore generale, Ersilio Agugini, e grandissimi problemi nazionali, leggasi scandalo Gianpiero Fiorani. In diverse occasioni, Mancini ha sottolineato che durante i primi incontri tenuti con le associazioni di categoria la tensione aveva raggiunto i livelli di guardia.
C’è voluto un costante, abile e intelligente lavoro di ricucitura, compiuto dalla direzione in sinergia con i collaboratori a tutti i livelli, per fare in modo che la clientela tornasse ad avere fiducia in Banca Caripe, già Cassa di risparmio di Pescara e Loreto Aprutino. Forte delle esperienze maturate nella Popolare di Lodi, nelle Casse di risparmio di Venezia e Bologna e al Credito Romagnolo, Mancini ha saputo accreditarsi con i pescaresi e accreditare la banca, che sotto la sua direzione è tornata a recitare un ruolo importante sull’intero territorio.
Negli ultimi tre anni e mezzo, sono state finanziate le maggiori operazioni edilizie. Contemporaneamente, c’è stato un fitto rapporto con la base che ha portato all’elargizione di 260 milioni di euro di mutui per prima casa. Significativo è stato anche il rapporto creato con le coop fidi, tanto che la Caripe è leader in Provincia. Mancini ha raggiunto un altissimo livello di apprezzamento quando, con estremo vigore e determinazione, ha sbarrato la strada a Massimiliano Pincione , presidente di un Pescara Calcio avviato verso il baratro.
Successivamente, l’imprenditore sul quale aveva puntato per il rilancio del club, Gerardo Soglia, si è rivelato una cocente delusione. La complessa attività da direttore generale di una banca fortemente radicata sul territorio come la Caripe di certo ha arricchito moltissimo il bagaglio personale di Mancini, che ora è sicuramente pronto per il salto di qualità.
I movimenti verranno concretizzati in tempi brevissimi e resi noti alla prima occasione utile. Mancini, 51 anni, ravennate, è arrivato a Pescara in un momento particolarmente difficile per la vita dell’istituto. C’erano grandi problemi locali, legati alle vicissitudini personali del precedente direttore generale, Ersilio Agugini, e grandissimi problemi nazionali, leggasi scandalo Gianpiero Fiorani. In diverse occasioni, Mancini ha sottolineato che durante i primi incontri tenuti con le associazioni di categoria la tensione aveva raggiunto i livelli di guardia.
C’è voluto un costante, abile e intelligente lavoro di ricucitura, compiuto dalla direzione in sinergia con i collaboratori a tutti i livelli, per fare in modo che la clientela tornasse ad avere fiducia in Banca Caripe, già Cassa di risparmio di Pescara e Loreto Aprutino. Forte delle esperienze maturate nella Popolare di Lodi, nelle Casse di risparmio di Venezia e Bologna e al Credito Romagnolo, Mancini ha saputo accreditarsi con i pescaresi e accreditare la banca, che sotto la sua direzione è tornata a recitare un ruolo importante sull’intero territorio.
Negli ultimi tre anni e mezzo, sono state finanziate le maggiori operazioni edilizie. Contemporaneamente, c’è stato un fitto rapporto con la base che ha portato all’elargizione di 260 milioni di euro di mutui per prima casa. Significativo è stato anche il rapporto creato con le coop fidi, tanto che la Caripe è leader in Provincia. Mancini ha raggiunto un altissimo livello di apprezzamento quando, con estremo vigore e determinazione, ha sbarrato la strada a Massimiliano Pincione , presidente di un Pescara Calcio avviato verso il baratro.
Successivamente, l’imprenditore sul quale aveva puntato per il rilancio del club, Gerardo Soglia, si è rivelato una cocente delusione. La complessa attività da direttore generale di una banca fortemente radicata sul territorio come la Caripe di certo ha arricchito moltissimo il bagaglio personale di Mancini, che ora è sicuramente pronto per il salto di qualità.