Mangime tra ragnatele e sporcizia

I Nas chiudono 5 aziende che producono alimenti per animali tra Pescara e Chieti
PESCARA. Ci sono anche delle aziende della provincia di Pescara tra quelle controllate e chiuse temporaneamente dai Nas nel settore della produzione di mangimi per animali. Gli uomini dell’Arma, che hanno sospeso l’attività di cinque grandi mangimifici, tra Pescara, Chieti e Teramo, sequestrando circa 70 tonnellate di mangimi, hanno riscontrato irregolarità rilevanti: locali fatiscenti, carenze igienico sanitarie gravi, ambienti di lavoro infestati da insetti e roditori e dai loro escrementi, mancanza di informazioni complete sulla provenienza delle materie prime. Le attività potranno riprendere nel momento in cui saranno superati tutti i rilievi dei Nas mentre il mangime sottoposto a sequestro, privo delle informazioni sulla tracciabilità, sarà distrutto.
È particolarmente importante, fanno notare i militari dei Nas, che il cosiddetto “mangime per animali da reddito” sia di qualità e sicuro, considerato che la carne è uno degli alimenti principali degli italiani (ognuno ne mangia, in media circa 78 chili l’anno). A questo scopo bisogna prestare attenzione sia alle materie prime utilizzate per produrre il mangine che agli ambienti di lavorazione e stoccaggio. Il blitz dei carabinieri e del Servizio veterinario della Asl ha portato a scoprire che, invece, le irregolarità sono diffuse e riguardano l’80% delle strutture controllate: si pensi alle abbondanti ragnatele trovate in alcuni ambienti e ai locali dove è stato sufficiente aprire una porta per veder volare via uno stormo di uccelli, oltre ai segni evidenti lasciati da insetti e roditori.
Tra questi e altri controlli, che hanno interessato le industrie che si occupano di carne localizzate nelle altre province abruzzesi, i Nas hanno sequestrato prodotti per 800 mila euro e i titolari delle attività sono stati segnalati alle autorità sanitarie, con sanzioni per 15mila euro.
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