Manifesti elettorali sugli spazi vietati

15 Novembre 2016

Scoppia la polemica ad Alanno, Fattore denuncia: occupati gli spazi comunali, pronta una denuncia

ALANNO. Dopo il caso Renzi a Pescara, dove i rappresentanti del Movimento 5 stelle hanno presentato un ricorso al prefetto, all’Agcom e al Corecom, per propaganda elettorale scorretta a causa dell’affissione di manifesti per il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, scoppia la polemica anche ad Alanno. Il tenore è il medesimo. Fabia Fattore, in qualità di presidente dell’associazione Insieme per Alanno, denuncia gravi irregolarità nell’affissione dei manifesti referendari: «Un episodio di strumentalizzazione della pubblica amministrazione a favore di un partito politico», dice, «nelle bacheche comunali istituzionali sono stati infatti affissi manifesti di un partito politico a favore del Sì referendario con stemma del Pd e, nel frattempo, gli spazi riservati a questa tipologia di propaganda sono rimasti vuoti. Ma non è stata proprio la giunta comunale che, con delibere 86 e 87 del 2 novembre scorso, aveva individuato gli spazi e i luoghi da rispettare e quali fossero i riquadri di spazio numerati da assegnare ai relativi partiti o gruppi politici?», chiede provocatoriamente Fattore. Le delibere di giunta comunale recitano espressamente che «il Comune delibera di individuare i luoghi e stabilire nel numero 2 gli spazi da destinare, a mezzo di distinti tabelloni, all’affissione di stampati, giornali murali e manifesti di propaganda elettorale, da parte di coloro che prenderanno parte alla competizione elettorale, ritenuto di dover procedere a quanto stabilito dalla legge 212 del 4 aprile 1956 e successive modificazioni in ordine agli spazi per la propaganda elettorale».

L’associazione Insieme per Alanno annuncia che segnalerà il caso alle autorità competenti con la motivazione che ad Alanno «non vengono rispettati i sani principi delle pari opportunità e vengono violati diversi articoli di legge e regolamenti comunali». Fattore rivolge un invito esplicito e diretto all’amministrazione, capeggiata dal sindaco Pd Vincenzo De Melis, ad autodenunciando l’accaduto e rimuovere contestualmente i manifesti affissi nelle bacheche comunali. «È acclarato», commenta la presidente Fattore, «che non possono essere utilizzate le istituzioni o i mezzi di comunicazione istituzionale per esercitare propaganda politica e fare campagna elettorale. Ogni partito ha i propri spazi per esercitare queste funzioni che devono rimanere estranee a qualsiasi aggancio di tipo istituzionale, poiché alle amministrazioni dalla apertura dei comizi, fino alle operazioni di voto è fatto divieto di svolgere attività di comunicazione».

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