«Manoppello, consigli non validi»

31 Luglio 2014

La minoranza al prefetto: molte sedute con soli 8 presenti, il regolamento comunale ne prevede 9

MANOPPELLO. I consiglieri di minoranza Lucio Di Bartolomeo, Barbara Toppi, Roberto Di Renzo e Fabio Argirò, pur appartenenti a gruppi distinti, uniscono le forze e interpellano il prefetto Vincenzo D'Antuono sulla legittimità di alcune deliberazioni di consiglio comunale approvate a Manoppello. L'iniziativa è scattata durante l'ultima seduta di qualche giorno fa alla quale sono stati presenti solo 6 consiglieri: secondo l'opposizione la delibera che ne è scaturita è da considerare nulla, perché votata nonostante che mancasse il numero legale che il regolamento comunale fissa in 9 consiglieri. «L'articolo 38 del Testo unico enti locali», spiegano i ricorrenti, «stabilisce che ciascun consiglio comunale, con proprio regolamento, stabilisca il numero necessario per la validità delle sedute. Il regolamento comunale di Manoppello, approvato nel 2007 quando il consiglio era composto da 16 consiglieri, ha fissato il numero minimo di consiglieri pari a 9. Perciò sarebbero necessari 9 consiglieri per la validità dell'approvazione di una delibera». La norma è rimasta vigente anche dopo le elezioni del 2011 che ha ridotto i componenti del consiglio da 16 a 12. «Spesso è capitato», spiegano Di Bartolomeo, Toppi, Di Renzo e Argirò, «soprattutto da quando il sindaco ha deciso di estraniare la consigliera Toppi dal gruppo di maggioranza (che a oggi è composto da 8 elementi), che fossero presenti in aula consiliare meno di 9 consiglieri e che, in violazione di legge, il presidente del consiglio Davide Iezzi dichiarasse comunque valida la seduta». Con questi numeri, sarebbero stati approvati il rendiconto dell'anno 2013 e due provvedimenti urbanistici su varianti al Piano regolatore generale. «La mancanza del numero legale», riprendono i consiglieri di minoranza, «invalida l'assemblea e le sue decisioni: perciò, abbiamo richiesto al segretario comunale di controllare tutti gli atti approvati dal consiglio per verificare quali e quante siano le delibere da ritenere nulle, tenendo conto che l'invalidità non è relativa solo alle singole delibere approvate con il voto di meno di 9 consiglieri, ma anche tutte le delibere votate successivamente a queste, nel corso della medesima seduta». I 4 consiglieri, in attesa di quanto comunicheranno il prefetto e il segretario comunale e della variazione della norma statutaria, hanno diffidato il presidente del consiglio comunale dal ritenere valide le future sedute, qualora non siano presenti 9 consiglieri.

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