Manoppello in festa per Marco Verratti «Sei il nostro eroe»

Maxi schermi in piazza e fuochi d’artificio dopo la finale La gioia del fratello: «Emozione unica. Ha vinto per tutti noi»
INVIATO A MANOPPELLO. Manoppello si è tinta d’azzurro, nel corso di una notte cullata dal lungo abbraccio della vittoria che arrivava direttamente da Wembley. Il giorno dopo è ancora più bello, ma la gioia per gli abruzzesi è stata doppia, nella lunga serata che ha accompagnato l’Italia di Roberto Mancini sul gradino più alto d’Europa. Marco Verratti, figlio d’Abruzzo, è diventato campione nella notte del riscatto per un intero Paese. Ci è riuscito disputando una partita sontuosa, e facendo gonfiare il petto agli amici di sempre, riuniti insieme a centinaia di persone nel centro storico di Manoppello per dare supporto al loro campione. Una nottata infinita, che ha lasciato segnali inconfondibili lungo corso Santarelli: l’odore della vittoria, certo, ma anche la sensazione di un cerchio che si è chiuso. Da Manoppello a Wembley, passando per Pescara e Parigi: dopo la roulette dei rigori contro l’Inghilterra ha gioito tutto l’Abruzzo.
LA VIDEOCHIAMATA. Marco resta legato in maniera indissolubile alla sua terra e il primo pensiero, dopo aver messo le mani sulla coppa, va proprio ai compagni di sempre: «Abbiamo fatto una videochiamata mentre lui era ancora in campo», racconta Mattia Villani, che gestisce un bar nel centro di Manoppello ed è amico di Marco, «abbiamo trascorso una serata magnifica e io, personalmente, non ho ancora realizzato: mi renderò conto di quanta strada ha fatto Marco tra una decina d’anni. Se ripenso a quando giocavamo insieme in piazza Marcinelle, mi vengono i brividi».
IL PAESE IN FESTA. Nel fiume di entusiasmo che ha travolto l’Abruzzo, anche Manoppello si è vestita a festa, con due maxi schermi installati proprio in corrispondenza del Caffè Villani e in piazza Garibaldi, in pieno centro storico, nei pressi del bar Masa. In piazza c’erano anche il sindaco Giorgio De Luca, e l’assessore Giulia De Lellis, che stanno già preparando un evento speciale con Verratti appena l’agenda del campione lo consentirà.
LA FAMIGLIA. La mattina successiva anche la madre, Lidia Cremonese, ha fatto i conti con i postumi di una serata infinita: «Fatico ancora a crederci», dice al telefono, con la voce ancora rotta dall’emozione, «abbiamo sentito Marco mentre era negli spogliatoi. È stata un’emozione incredibile per noi che l’abbiamo visto crescere come uomo, prima che calciatore». Gli occhi della madre di Marco sono ancora pieni delle emozioni di una serata che difficilmente dimenticherà, nonostante abbia scelto di vedere la partita a casa, insieme al fratello di Marco: «Per scaramanzia», dice Stefano Verratti, ridendo, «ma giuro che il Mondiale comincerò a vederlo al bar con gli amici dalla prima partita, visto l’entusiasmo incredibile che c’era qui in paese». Le emozioni di Stefano tornano a galla facilmente, mentre passeggiamo lungo le stradine di un centro storico ancora vestito d’azzurro: «Faccio fatica a trovare le parole. Marco è salito sul gradino più alto d’Europa in un momento estremamente simbolico, in piena ripartenza, in cui tutto l’Abruzzo e tutta l’Italia avevano bisogno di una boccata d’entusiasmo».
I FUOCHI D’ARTIFICIO. Dopo la vittoria, a Manoppello sono partiti i fuochi d’artificio, come in tutte le piazze d’Abruzzo. L’entusiasmo è traboccato dagli stessi balconi che non molti mesi fa erano simbolo di una speranza strozzata, e che domenica è riuscita tramutarsi in gioia senza freni: «C’è mancato poco che Marco facesse gol, nell’azione del pareggio di Leonardo Bonucci», dice l’amico Mattia, mentre ripercorre i momenti magici di una serata storica, «e sarebbe stato qualcosa di incredibile. Anche perché Marco aveva cominciato l’Europeo con un problema fisico importante. È stato bravo Mancini, che lo ha aspettato e coccolato nonostante tutto. E alla fine Marco ci ha resi orgogliosi con una prestazione da urlo nel momento più importante». Che questo Europeo fosse nato sotto una stella particolare, per Verratti e l’Abruzzo, si era capito già dalle premesse. Nel mezzo dell’iter di recupero dal fastidioso infortunio al ginocchio, Verratti è tornato ad indossare la maglia del Pescara dopo praticamente dieci anni, durante un’amichevole giocata a Coverciano tra la Nazionale azzurra e la Primavera di Iervese: «È stato anche quello un segno del destino», dice il fratello Stefano, che non vede l’ora di riabbracciare Marco dopo cinquanta giorni di sostegno a distanza, «rivederlo con la maglia della squadra che lo ha svezzato è stato davvero incredibile».
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