Manoppello, lavori incompiuti per oltre 6 milioni di euro

9 Dicembre 2014

Nel libro bianco della Regione sugli interventi pubblici progettati, incompleti o non appaltati sono inclusi campo sportivo, polo scolastico e opere viarie attorno a Santa Maria Arabona

MANOPPELLO. Opere incompiute: un tema sollevato dall'assessore regionale Donato Di Matteo, che ha stilato un libro bianco, per avere un quadro generale dei lavori rimasti sospesi o di quelli che non hanno mai visto la luce nonostante i progetti fossero stati approvati. Le opere incompiute sono quelle progettate e non appaltate, oppure non completate o comunque non utilizzabili per una non corretta esecuzione dei lavori. Ai sensi del decreto ministeriale 43/2013 - tra le altre - si definiscono «opere pubbliche incompiute» anche quelle che non sono state realizzate per «mancanza di fondi».

Il Comune di Manoppello, il più popoloso della media Val Pescara, ha presentato un lungo elenco di opere non portate a ultimazione per un importo complessivo di oltre 6 milioni di euro. Le opere che compongono l’importante cifra sono il completamento delle urbanizzazioni nella zona industriale dello scalo e in via Tinozzi (3 milioni), il completamento del campo sportivo (550 mila), il completamento del polo scolastico allo scalo (1.5 milioni), poi la viabilità per Santa Maria Arabona, piazza Zambra, Parco Arabona e strada via Rocco D'Alessandro, strada comunale via Cupa e magazzino comunale (altro milione).

Il primo dato che salta agli occhi è che fra le incompiute non figurano quelle del centro storico - qualcuno dice anche questa volta dimenticato - nonostante ci sia ancora da operare il risanamento delle reti idriche e fognarie, il completamento delle opere previste in piazza Castello nel palazzo Ferrara, il completamento dei locali da destinare a museo di arti ecclesiastiche di piazza San Francesco, il completamento di via Brigata Maiella, solo per ricordarne alcune fra le più evidenti e che sono state al centro della politica e amministrativa degli ultimi anni. Non figura stranamente neanche l’opera pubblica più attinente alle «incompiute per mancanza di finanziamento»: la caserma dei carabinieri progettata e finanziata in un terreno prospiciente via Gabriele D'Annunzio allo Scalo. Un’opera resa esecutiva dal Comune nel 2007-2008 per un importo di un milione 300mila euro di cui 830mila a carico della regione che revocò il finanziamento concesso per sopperire alle carenze di bilancio dovute al buco della sanità.

Nella recente campagna elettorale è stato chiesto a più riprese al presidente Luciano D'Alfonso e all'assessore Di Matteo di rimettere in bilancio il finanziamento che avrebbe dovuto essere inserito nel libro bianco, ma ciò non è avvenuto. E agli occhi degli osservatori esterni, questo è passato con buona pace di maggioranza e minoranze: evidentemente - dicono - sono troppo presi da altre problematiche e dimenticano quelle che interessano alla comunità.

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