Maragno: con le dimissioni ho allentato le pressioni

Il primo cittadino fa un bilancio dopo sei mesi di attività: mi ricandiderei ma non pensavo di trovare una situazione finanziaria in Comune così difficile
MONTESILVANO. Sindaco Maragno, la strada sembra essere segnata. Si va verso la messa in moto della procedura atta ad accedere al riequilibrio finanziario pluriennale, come sta accadendo al Comune di Pescara?
«Noi abbiamo trovato una soluzione finanziaria molto grave. Nel momento in cui ci siamo insediati, c’erano 65 milioni di euro di debiti. Ma a differenza di Pescara, stiamo attendendo l’esito di ulteriori rilevazioni. Ossia, tra il 15 e il 20 gennaio prossimi dovremmo aver completato l’analisi del quadro finanziario del Comune e solo dopo saremo in grado di capire se riusciremo a rimanere dentro al patto di Stabilità oppure no. E dunque se accedere al predissesto o no. Tuttavia, nonostante i debiti che abbiamo trovato, siamo riusciti ad attuare una riduzione della spesa e una diminuzione della tassazione».
A dire il vero, sia l’opposizione di centrosinistra, quella di Lino Ruggero, suo ex sfidante alla carica di sindaco, sia quella all’interno della sua maggioranza, il riferimento va al gruppo capeggiato da Anthony Aliano, di Forza Italia, la rimproverano di aver speso troppo per lo staff e per la nomina di ulteriori due assessori.
«Io ho messo gli stessi assessori di Di Mattia (l’ex sindaco di centrosinistra). E poi abbiamo dimostrato che nei primi sei mesi della mia amministrazione sono stati spesi duecentomila euro in meno di Di Mattia. Per quanto riguarda lo staff, inoltre, Di Mattia aveva con sé sette persone, tra cui un dirigente, mentre io con me ne ho cinque, con un dirigente in meno, poiché non ho nominato un capo di gabinetto».
Ma lei giudica più insidiosa per la sua giunta l’opposizione naturale del centrosinistra o quella che ha all’interno della sua maggioranza, Aliano in primis?
«Né l’una, né l’altra. Io mi auguro che l’opposizione abbia a cura la città. Comunque credo che ambedue le opposizioni siano del tutto strumentali e prive di fondamento. E questo significa che stiamo amministrando nell’esclusivo interesse dei cittadini».
I Cinque Stelle, invece?
«Hanno fatto delle proposte che noi abbiamo ritenuto interessanti e di conseguenza le abbiamo valorizzate, come il progetto Impegno per Montesilvano, consistente nell’assegnazione di voucher a disoccupati. Per il resto, penso che l’opposizione del Movimento 5 Stelle sia finalizzata all’interesse generale: la reputo costruttiva. In più, ritengo che molti punti del loro programma coincidano con quelli del nostro».
Torniamo alle sue dimissioni dell’autunno scorso e poi al suo ripensamento. Rifarebbe tutto?
«Io rifarei tutto quello che ho fatto. Diedi le dimissioni poiché la città deve scrollarsi di dosso le pressioni esterne. Quali? Non ve n’è una particolare, sono di tutti i tipi. E comunque rappresentano interessi di parte».
Ma ha raggiunto l’obiettivo che si era prefisso, con le dimissioni, poi rientrate?
«Sì, infatti adesso le pressioni si sono allentate. Tuttavia, non c’erano alternative alle dimissioni».
Nel frattempo sono passati sei mesi di governo, Maragno. Che voto si dà?
«Io di voti non me ne do. Sono altri che me li devono assegnare. Però, dico che il bilancio di questi sei mesi è lusinghiero: solo per fare degli esempi, abbiamo colto dei risultati importanti, come la messa in liquidazione della società che gestiva il Palacongressi, e l’aver fatto ripartire il palazzetto dello sport di via Senna. Il tutto con una struttura amministrativa pensata per una città di ventimila abitanti, anche se ne abbiamo circa cinquantaquattromila».
Sembra soddisfatto. Quindi si ricandiderebbe.
«Mi ricandiderei. È stata una bellissima esperienza. Solo che non ero al corrente delle difficoltà economiche in cui versava il Comune».
Ma il futuro di Montesilvano?
«Montesilvano ha un potenziale inespresso. Ed è il turismo. E perciò il volano dell’economia turistica dovrà essere il Palacongressi. Per il momento abbiamo organizzato, per il giugno prossimo, il campionato italiano giovanile di scacchi e poi arriverà una competizione sportiva di livello internazionale».
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