Maragno: «Meno profughi più sicurezza in città»

13 Gennaio 2017

Il Comune cerca locali in zone lontane dai siti turistici da destinare all’ospitalità Saranno chiusi i punti di accoglienza negli hotel Excelsior e Ariminum

MONTESILVANO. L’amministrazione comunale cerca locali da allestire come centri di accoglienza secondaria per gli immigrati. L’obiettivo è quello di diminuire il numero dei profughi, ma soprattutto delocalizzarli dalle zone turistiche. L’iniziativa fa seguito all’annuncio del sindaco, Francesco Maragno, di voler chiudere i due centri di accoglienza straordinaria degli hotel Excelsior e Ariminum, dedicati alla gestione dell’emergenza, a favore dell’adesione al cosiddetto Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che consente di ospitare un massimo di 135 immigrati (oggi sono più di 300) nelle strutture cittadine dove venga garantito un percorso di integrazione degli stranieri.

«Abbiamo avviato la ricerca di locali», dice Maragno, «dove poter creare una rete di accoglienza diffusa che ci permetterà di accogliere i profughi in modo più consono alle esigenze di tutti. Creare lo Sprar, infatti, porterà alla chiusura dei due centri di prima accoglienza, assecondando la vocazione turistica della città e ripristinando quella sicurezza che purtroppo la concentrazione dei migranti in un’unica zona ha talvolta messo a repentaglio». Ma che caratteristiche devono avere i locali oggetto dell’avviso pubblicato,spazi che serviranno anche a ospitare una nuova mensa dei poveri e un emporio solidale? «In questa ricerca», prosegue il sindaco, «prenderemo in considerazione solo locali che non siano in zone a spiccata vocazione turistica o commerciale, escludendo le strutture ricettive della città». Inoltre, gli immobili per i centri di accoglienza dovranno essere subito e pienamente fruibili, con una capacità non inferiore a 10 posti (anche suddivisibili in più moduli non superiori a 6 posti) e non superiore a 60 posti in moduli da massimo 30 posti. Saranno privilegiate le soluzioni che consentono di realizzare uno Sprar diffuso sul territorio, così come quei locali che potranno essere acquistati in futuro dal Comune con la formula dell’affitto con riscatto.

Quanto alla mensa dei poveri e all’emporio solidale, i locali dovranno essere dislocati al piano terra e in superfici da 200 metri quadri ciascuno. Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro martedì 31 gennaio, alle ore13, con l’indicazione dei locali proposti al settore amministrativo del Comune, in piazza Diaz.

«I rigidi requisiti che tali immobili dovranno avere», osserva ancora Maragno, «serviranno a individuare edifici che permetteranno di risolvere una problematica delicata e complessa nel rispetto dei cittadini di Montesilvano che hanno il diritto di vivere in un posto sicuro, della vocazione della città e affinché si possa assecondare la sua crescita e ovviamente garantire quei migranti che fuggono da storie disperate e necessitano di vivere un percorso di integrazione».

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