Maragno: predissesto ipotesi da valutare

2 Marzo 2015

MONTESILVANO. «Ma davvero il Comune di Montesilvano starebbe per chiedere il predissesto finanziario?», si è chiesto, in una lettera aperta rivolta all’amministrazione guidata dal sindaco Francesco...

MONTESILVANO. «Ma davvero il Comune di Montesilvano starebbe per chiedere il predissesto finanziario?», si è chiesto, in una lettera aperta rivolta all’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Maragno e ai cittadini di Montesilvano, l’ex consigliere comunale del Pd, Daniele Scorrano, che nella missiva si qualifica «padre di famiglia, professionista e dirigente Pd». E la prospettiva che il Comune chieda l’accesso al predissesto finanziario non è stata esclusa ieri dal sindaco. «La situazione è pesantissima e drammatica. Vi sono 65 milioni di debiti che abbiamo ereditato. La situazione è difficile e precaria e per questo dobbiamo far quadrare il bilancio. Il punto è che il Comune incassa 4 milioni in meno di ciò che spende e dunque ora i nodi sono venuti al pettine. Siamo in una situazione in cui si trovano tanti altri Comuni e ora stiamo valutando tutte le possibilità che la legislazione ci offre. Però solo quando avremo i riscontri oggettivi, un responso che avverrà di qui a qualche settimana, per quanto riguarda il riequilibrio pluriennale, decideremo il da farsi. Su questo, inoltre dovrà decidere il collegio dei revisori».

La procedura di riequilibrio finanziario pluriennale è una facoltà di cui possono usufruire dal 2012 i Comuni che lo richiedano, attraverso un business plan che, una volta approvato dal ministero dell’Interno e dalla sezione regionale della Corte dei Conti, può arrivare a essere anche decennale. In caso di mancata approvazione, però, si potrebbero aprire le porte a un dissesto vero e proprio, con una serie di sanzioni di cui gli amministratori sarebbero ritenuti responsabili. Non solo: la dichiarazione di predissesto, una volta approvata, impedirebbe al Comune che l’ha richiesta nuovi investimenti nella spesa pubblica e introdurrebbe dei tagli ad alcuni servizi erogati dall'amministrazione. «Noi cittadini», ha scritto Scorrano, «ci ritroveremmo a pagare ogni servizio diretto o indiretto della nostra città e pertanto ci sarebbe un prelievo nelle tasche delle famiglie di Montesilvano, con le imposte, le tasse locali, le aliquote e le tariffe di base nella misura massima prevista dalla legge. Inoltre, ogni operazione di investimento o mutuo sulla città, oppure nuovi servizi comunali, riqualificazione urbana, nuovi servizi cimiteriali, non potranno essere attuati e troverebbero non poca difficoltà a essere realizzati in futuro».

Vito de Luca

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